Agricoltura: Dezza (Sipcam), quella 4.0 fa crescere produzione ma Italia in ritardo

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Milano, 15 mar. (Labitalia) – “L’agricoltura 4.0 fa crescere la produzione agricola, ma l’Italia è in ritardo”. A dirlo, in un’intervista a Labitalia, Alberto Dezza, direttore generale di Sipcam, headquarter a Pero, alle porte di Milano, facente parte di Sipcam-Oxon, primo gruppo multinazionale italiano dell’agrofarmaco, 15esimo nel ranking mondiale, ed esperto del settore.

“Con agricoltura 4.0, termine mutuato dal più noto industria 4.0, si intendono -spiega- i cambiamenti in corso in agricoltura, potenzialmente ‘rivoluzionari’ quanto quelli nell’industria. L’avvento della cosiddetta agricoltura di precisione consente di effettuare interventi agronomici mirati (di precisione, appunto), riuscendo in tale modo ad ottimizzare la produzione, riducendo gli sprechi”.

“Il precision farming associato allo Iot -sottolinea- sta facendo passi in avanti molto importanti. L’evoluzione di Internet permette ad oggetti e luoghi reali (‘cose’, appunto) di interagire, trasferendo dati e informazioni. L’impatto è enorme in una serie infinita di campi; in agricoltura, grazie all’avvento di sensori, telecamere, droni, sistemi di navigazione tra loro interconnessi, oltre a potenti algoritmi per l’elaborazione di grandi quantità di dati, si è arrivati a costruire sistemi automatici di supporto alla decisione, la base per l’agricoltura di precisione”.

“L’applicazione dell’agricoltura di precisione -ricorda Alberto Dezza- è iniziata in questo secolo, grazie all’avanzamento impressionante delle tecnologie. Si stima di raggiungere una produzione effettiva vicino a quella potenziale, un gap nei soli Paesi sviluppati intorno al 30%, un’efficienza fondamentale per far fronte alla stimata crescita del fabbisogno alimentare: il 50% in più da qui al 2050. Altri possibili vantaggi sono i minori costi, stimati tra un 10 e un 25%, grazie a un uso più efficiente dei mezzi tecnici e dell’acqua e a una riduzione del carico di lavoro, grazie all’uso di macchinari a guida automatica o che permettono la raccolta automatica”.

“Sipcam, leader nella distribuzione e sviluppo di varietà di soia in Italia, insieme ad altri partner coinvolti nella filiera di produzione della soia, ha dato impulso -sottolinea- all’associazione ‘Soia Italia’, che ha come obiettivo la messa a punto dei sistemi necessari a massimizzare la produzione unitaria in Italia di soia o meglio di proteine derivanti dalla soia, elemento nutrizionale di cui l’Unione europea è fortemente deficitaria. ‘Soia Italia’ sta sviluppando il sistema Dss-Decision support system”.

“La possibilità di usare -avverte- il mix di tecnologie oggi disponibili, a partire dalla cosiddetta agricoltura di precisione, e fornire all’azienda agricola un sistema di supporto decisionale in grado di ottenere dalle varietà di soia, in particolare quelle già ad alto contenuto proteico, nello specifico ambiente di produzione, il massimo potenziale produttivo e qualitativo, è diventato un obiettivo e un lavoro concreto. La rilevanza di questo lavoro è testimoniata dal fatto che è entrato nel 2016 a far parte dell’Internet of Food & Farm 2020 (IoF2020), il progetto dell’Unione europea che mira a implementare su larga scala l’utilizzo delle tecnologie informatiche in agricoltura e nel settore alimentare e che fa parte del più ampio e noto programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020”.

“La diffusione in Italia -afferma- dell’agricoltura di precisione è estremamente limitata: dimensione ridotta delle imprese, età media degli agricoltori e infrastrutture non ancora all’altezza (ad esempio, collegamenti Internet a banda larga) sono tra le principali cause. A titolo di confronto, ad esempio, i sistemi di guida semi-automatica, il primo passo per fare agricoltura di precisione sono presenti solo sull’1% dei trattori venduti ogni anno, mentre negli Stati Uniti l’80% dei trattori monta sistemi di self-driving”.

Che cosa fare? “Mettere a punto tecnologie e tecniche precision farming valide per il variegato patrimonio di colture e per le dimensioni ridotte delle aziende agricole, un percorso strutturato di formazione specifica e continuo aggiornamento -dice- e il coinvolgimento dei contoterzisti per affrontare la spesa di acquisto di macchinari innovativi. Il punto chiave per un ottimale uso dell’agricoltura di precisione è però la disponibilità di piattaforme di condivisione dei dati tra agricoltori (sulla falsariga di Farmer business network negli Usa), in grado di aiutare le aziende a prendere decisioni basandosi su informazioni già disponibili”.

“Il governo italiano, con un decreto ministeriale del 22 dicembre 2017, ha approvato le Linee guida per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione in Italia -ricorda Dezza- con l’obiettivo di arrivare a un precision farming pari al 10% della superficie agricola utilizzata italiana entro il 2021. Le Regioni, secondo questo decreto, dovranno individuare idonei sostegni finanziari, con particolare riferimento ai programmi di Sviluppo rurale 2014-2020, per incentivare l’adozione dell’agricoltura di precisione, considerando le specificità territoriali”.

Per Alberto Dezza, “la trasmissione dei dati e la logistica hanno anch’essi un ruolo fondamentale”. “Sipcam ha iniziato il progetto Cristal (Communicating reliable information and standars to agriculture and logistics) nel 2015, rendendolo pienamente operativo, al pari di altre aziende in Europa, e prima in Italia. Cristal è una norma volontaria, promossa dalla Ecpa, l’associazione europea del settore degli agrofarmaci, con lo scopo di promuovere la comunicazione elettronica univoca di dati nella logistica del settore”, continua.

“Grazie alle informazioni inserite -aggiunge- si può avere una maggiore efficienza ed interpretabilità lungo la catena di fornitura: una perfetta tracciabilità, un’efficiente lotta alla contraffazione, una migliore gestione di richiami e ri-etichettature e una riduzione dell’obsolescenza”.

“Ma si può andare oltre, richiamando quanto detto sopra: l’uso degli agrofarmaci può essere tracciato dall’origine all’uso in campo, oltre a poter fornire in tempo reale all’utilizzatore una serie di informazioni aggiornate richiamabili attraverso il codice univoco (ad esempio, la scheda di sicurezza, l’etichetta o altri dati utili per la migliore e sicura applicazione del prodotto)”, conclude.