Agricoltura, lotta biologica ai parassiti della castagna. La Regione accoglie la battaglia Cia

62

Finora  il fenomeno è stato affrontato solo con l’immissione del Torimus, antagonista naturale d’importazione del Cinipide che si è rivelato insufficiente. L’apertura di Franco Alfieri all’utilizzo del piretro ci lascia ben sperare“. Così il presidente della CIA Campania e vice presidente nazionale Alessandro Mastrocinque plaude all’apertura del delegato all’Agricoltura della Regione Campania rispetto l’adozione di un protocollo con metodi biologici a difesa e per il rilancio del settore castanicolo.
Ora il Consiglio e la Giunta regionale prendano atto della realtà e assumano tutti i provvedimenti urgenti, a cominciare dalla sensibilizzazione presso i Ministeri, per garantire alla castanicoltura e a molte parti del territorio regionale una prospettiva di fuoriuscita dalla crisi”.  
 
La produzione di castagne in Campania prima della crisi si aggirava intorno ai 300 mila quintali mentre l’anno scorso ne sono stati prodotti 60 mila quintali e quest’anno ci sarà una ulteriore diminuzione. Particolarmente colpita è l’Irpinia, dove i parassiti del frutto, il Cinipide Galligeno, sta devastando i castagneti tipici del Montellese, del Partenio e del Serinese, oltre che di altre aree vocate della Campania, a Caserta, a Salerno e a Benevento. 
 
Da tempo Cia Campania ha proposto l’adozione di un protocollo con metodi biologici a difesa e per il rilancio del settore castanicolo. Un settore ormai in ginocchio e che ha registrato un  crollo di produzione dell’80 per cento rispetto ai livelli pre-crisi. “Una eccellenza riconosciuta nel mondo è stata quasi completamente distrutta da un parassita – continua Mastrocinque – e dalla mancanza di strategie politiche. Sul tema ci siamo battuti tantissimo, anche in Consiglio Regionale  attraverso le audizioni. La CIA ha già registrato in Regione Campania un protocollo per la lotta biologica al Cinipide, mentre la CIA nazionale promuoverà la stessa iniziativa presso il Ministero dell’Agricoltura. Già diversi mesi fa i vari livelli della CIA firmarono un documento per prospettate soluzioni più complete e attraverso il quale sono già stati interessati Regione e Ministeri”, conclude Mastrocinque.