Agricoltura, se è bio fa bene alla Terra: lo dimostra uno studio italo-francese

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Foto di Alexander Fox | PlaNet Fox da Pixabay

L’agricoltura biologica, che non utilizza chimica di sintesi ma si basa su tecniche di coltivazione che rispettano i cicli di vita naturali, contribuisce a migliorare la salute e la fertilità della terra, a incrementare la diversità biologica e a mitigare gli effetti sempre più estremi e frequenti del cambiamento climatico. E’ il messaggio lanciato da FederBio, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, nel sottolineare il ruolo centrale e benefico dell’agroecologia confermato da due ricerche. A provarne gli impatti positivi è uno studio italo-francese dell’istituto Sant’Anna di Pisa e dell’Isara che fornisce solide prove scientifiche sui positivi effetti sociali ed economici: nel 51% dei casi sono stati riscontrati effetti favorevoli in termini di reddito, produttività ed efficienza. Ad attestarne i vantaggi anche una metanalisi pubblicata nella rivista Science, che ha sintetizzato il lavoro di 58 ricercatori, 24 studi in 2655 aziende agricole di 11 Paesi. Dai risultati emergono benefici in termini di sostenibilità, sicurezza alimentare, rese, benessere per le persone e per il Pianeta, grazie a un incremento della biodiversità e dei servizi ecosistemici. Due studi che, secondo la presidente Maria Grazia Mammuccini, “evidenziano la necessità di spingere sulla transizione agroecologica. “Tornare indietro sulle politiche del Green Deal dell’Ue – ha detto la presidente – è un errore strategico che continua a favorire un modello agricolo superato e insostenibile da tutti i punti di vista: ambientale, sociale ed economico. Le modifiche alle politiche europee del Green Deal hanno però mantenuto inalterato l’obiettivo del raggiungimento del 25% di terreni agricoli coltivati con metodo biologico entro il 2030, attribuendo al nostro settore una responsabilità ancora maggiore”.