Agritech e Federico II selezionati dal Mur: tre progetti con ricercatori kenyoti su acqua, satelliti e intelligenza artificiale

in foto Danilo Ercolini

Il Centro Nazionale per le Tecnologie dell’Agricoltura Agritech e l’Università degli Studi di Napoli Federico II sono tra i 13 enti italiani selezionati dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dell’Avviso n. 175/2026, il programma dedicato alla mobilità di ricercatori kenyoti presso infrastrutture di ricerca finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

L’iniziativa permetterà ad Agritech, il cui referente scientifico è il professor Danilo Ercolini della Federico II, di ospitare tre ricercatori provenienti dal Kenya, impegnati nelle attività di tre diverse strutture del Centro Nazionale dedicato allo sviluppo di nuove tecnologie applicate all’agricoltura.

I progetti riguarderanno l’idrologia e l’ecoidrologia negli ambienti mediterranei e semiaridi, l’analisi di dati satellitari e geospaziali per la classificazione dell’uso dei suoli e lo sviluppo dell’agricoltura digitale attraverso telerilevamento, genetica agraria e bio-business.

Un programma nazionale finanziato con 500 mila euro

Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha promosso e finanziato, con un investimento complessivo di 500 mila euro, un’iniziativa nazionale sperimentale di mobilità internazionale che consentirà a ricercatori di nazionalità kenyota di svolgere attività scientifiche presso infrastrutture di eccellenza sostenute dal Pnrr.

Il programma coinvolge complessivamente 13 enti e istituzioni della ricerca italiana, con il finanziamento di 19 progetti e 48 periodi trimestrali di mobilità.

L’iniziativa punta a valorizzare gli investimenti realizzati attraverso il Pnrr e rappresenta un’attuazione concreta della cooperazione scientifica prevista dal Piano Mattei per l’Africa, oltre che degli accordi bilaterali sottoscritti tra Italia e Kenya nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca e dell’innovazione.

I ricercatori selezionati opereranno in alcune delle principali infrastrutture scientifiche italiane, contribuendo alla nascita di collaborazioni durature tra istituzioni italiane e kenyote. Le attività finanziate riguarderanno diversi ambiti strategici della ricerca nazionale, tra cui le tecnologie per l’agricoltura.

Ercolini: Agritech sempre più hub internazionale per l’innovazione

“Con l’aggiudicazione di questo bando, Agritech consolida il suo ruolo come hub nazionale di riferimento per le tecnologie nell’agricoltura e avremo l’occasione di ospitare in tre enti diversi, che sono soci della Fondazione, ricercatori che provengono dal Kenya e con i quali tesseremo rapporti volti alla formazione di alto livello sull’agricoltura digitale e sull’intelligenza artificiale, contribuendo in maniera sostanziale allo sviluppo nel loro Paese di provenienza”, sottolinea il professor Danilo Ercolini.

“Questo è uno dei compiti importanti che Agritech vuole avere nel futuro e per cui ci impegneremo: favorire lo sviluppo e il progresso non solo a livello nazionale ma anche internazionale e soprattutto in regioni target come quella africana”, aggiunge Ercolini.

Tre strutture coinvolte nei progetti di ricerca

Le attività dei ricercatori kenyoti si svolgeranno in tre strutture appartenenti alla rete Agritech.

Il primo progetto sarà realizzato presso il Gruppo di ricerca in Catchment Hydrology and Ecohydrology – Main Lab (Environmental-Hydrological Modelling and Soil and Water Bioengineering) dell’Università di Firenze, con referente scientifico il professor Daniele Penna.

Il secondo sarà ospitato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca di Geomatica Cirgeo dell’Università di Padova, afferente al dipartimento Tesaf, con referente scientifico il professor Vincenzo D’Agostino.

Il terzo si svolgerà presso l’Institute of Advanced Science for Agriculture (Iasa) di Jolanda di Savoia, con referente scientifico la dottoressa Sabrina Saccomandi.

Tutte le attività rientrano nel programma scientifico del Centro Nazionale Agritech, orientato allo sviluppo di nuove tecnologie per un’agricoltura più sostenibile, efficiente e innovativa.

Dalla gestione delle risorse idriche all’IA applicata ai campi

Al Main Lab dell’Università di Firenze le attività saranno concentrate su idrologia ed ecoidrologia in ambienti mediterranei e semiaridi. Le quattro linee di ricerca previste riguarderanno la modellistica per la ricarica delle falde, l’utilizzo di traccianti isotopici per lo studio dei percorsi dell’acqua, l’analisi sperimentale dell’umidità del suolo e il monitoraggio fotogrammetrico dei reticoli idrografici stagionali.

Al Cirgeo dell’Università di Padova, nel dipartimento Tesaf, saranno sviluppate metodologie basate su intelligenza artificiale agentica per l’analisi di dati satellitari e geospaziali. L’obiettivo è automatizzare i flussi di elaborazione delle informazioni, migliorando la classificazione dell’uso del suolo e la mappatura degli effetti dei cambiamenti climatici sulla vegetazione.

All’Institute of Advanced Science for Agriculture di BF Spa la ricerca sarà dedicata all’agricoltura digitale, al telerilevamento, alla genetica agraria e al bio-business. Le attività comprenderanno anche l’integrazione nel progetto Petal per lo studio dello stress del frumento attraverso tecniche di imaging biomedico come Pet, Ct e Mri.

Agritech, una rete nazionale per l’agricoltura del futuro

Il Centro Nazionale di Ricerca Agritech è uno dei cinque centri finanziati con oltre 320 milioni di euro dall’Unione europea attraverso il Pnrr, Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, nell’ambito del programma NextGeneration Eu.

Il Centro ha l’obiettivo di promuovere un’agricoltura sostenibile e innovativa attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate capaci di aumentare la produttività, ridurre l’impatto ambientale e affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici e la sicurezza alimentare.

Il progetto coinvolge 28 università, 5 centri di ricerca e 18 aziende, creando una rete interdisciplinare dedicata allo sviluppo di soluzioni per l’agricoltura del futuro.

Tra gli obiettivi strategici di Agritech figurano la resilienza delle produzioni rispetto ai cambiamenti climatici, la riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale, lo sviluppo dell’economia circolare, il recupero delle aree marginali e il rafforzamento della tracciabilità e della sicurezza delle filiere agroalimentari.