Agroalimentare, corre l’export di made in Italy in Nord America: +12%

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Dopo la Germania, il Nord America, Usa e Canada, rappresenta la seconda destinazione del nostro export agroalimentare, con un valore che nel 2016 ha superato i 4,6 Miliardi di euro, il 12% del totale. Anche nei primi sette mesi di quest’anno le vendite italiane di food&beverage negli Usa sono aumentate di oltre il 7%, ma emergono ulteriori margini di crescita anche grazie al recente accordo di libero scambio con il Canada (Ceta), potrebbero ottenere un ulteriore spinta propulsiva. E’ quanto registra un’indagine realizzata da Agrifood Monitor di Nomisma e Crif sui consumatori statunitensi e canadesi. Con un valore superiore ai 130 Miliardi di euro, gli Stati Uniti infatti, si legge sempre nel documento Nomisma, rappresentano il primo mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. Al secondo posto figura l’Unione Europea (considerata ancora a 28 membri) con 112 Miliardi, mentre tra i restanti paesi più rilevanti risultano Cina (92 Miliardi di euro di import), Giappone (59 Miliardi) e Canada (32 Miliardi di euro). Redditi medi pro-capite compresi tra i 42.000 e i 57.000 dollari annui, contro i 31.000 di quelli italiani, previsti ulteriormente increscita di oltre il 14% nei prossimi cinque anni, fanno del Nord America uno dei mercati più importanti per le esportazioni agroalimentari, dove oggi la nostra quota misurata sull’import del paese è ancora marginale (3,4% negli Usa, 2,6% in Canada). Eppure, spiega ancora l’indagine, le potenzialità di crescita sono tante, alla luce del posizionamento e della reputazione di cui godono i nostri prodotti presso i consumatori di questi due paesi. I prodotti tipici del ”Made in Italy” alimentare che rappresentano la principale componente dell’export verso questi due paesi sono vino, olio d’oliva, formaggi e pasta che pesano per circa il 65% sulle esportazioni agroalimentari complessive e contribuiscono in primis ad una bilancia commerciale positiva che, considerata congiuntamente (Usa+ Canada) presenta un saldo di 3,2 miliardi di euro.