Agroalimentare, la proposta dal Bufala Fest: un’agenzia che valorizzi i prodotti

61
“Creare un’Agenzia che stia sopra i Consorzi dei vari comparti dell’agroalimentare per intercettare la grande domanda del turismo enogastronomico”. E’ la proposta emersa dal convegno “La Campania del buono” nell’ambito del Bufala Fest in corso a Napoli. A lanciarla il direttore del Consorzio della pasta di Gragano IGP, Maurizio Cortese: “Napoli e la Campania si trovano ad avere un importante e fortunato momento storico in cui c’è grande richiesta da parte dei visitatori di mete interessanti dal punto di vista della possibilità di consumo e acquisto di prodotti tipici campani. E nel mondo si registra un fatturato strepitoso connesso a questo tipo di turismo. Occorre trovare un’Agenzia centrale che ci coordini e si interfacci con la politica”. “Scegliere i mercati su cui puntare – ha detto Giovanni Marino, presidente del Consorzio del Piennolo Dop – è un percorso che abbiamo intrapreso. L’agricoltura campana non è soltanto Dop e Igp. E’ prevalentemente altro. Dop e Igp possono essere al servizio dello sviluppo dell’agricoltura campana affinché possa recuperare ciò che ha perso”. Vincenzo Peretti, direttore Consorzio del Provolone del Monaco Dop si è detto convinto che occorra puntare sulla doppia filiera “decidendo quali prodotti destinare all’export e quali, invece, tenere esclusivamente in Campania come produzioni anche attrattive per i consumatori provenienti dall’estero: Il mercato del Provolone del Monaco dop – ha aggiunto – deve essere quello campano”.
“Il buono sta nei Consorzi di tutela che – ha spiegato Giuseppe Orefice, presidente Slow Food Campania – possono e devono fare meglio e di più di quanto fa un’associazione come Slow Food, ma anche in ciò che nasce nei terreni confiscati alla camorra, nei microbirrifici oramai divenuti 60, nel recupero e riutilizzo dei grani antichi, nelle esperienze di valorizzazione della carne bufalina negli innovatori, nella esperienza di persone che si sforzano di trovare l’innovazione in cose semplici”. “In pochi mesi – ha concluso Renato Rocco, presidente dell’associazione Filiera Bufalina e organizzatore del Bufala Fest – abbiamo raggiunto 120 adesioni. Ci siamo messi in moto il giorno dopo la chiusura della prima edizione della manifestazione (che si è svolta nel settembre dello scorso anno, ndr) e abbiamo avvertito da subito l’esigenza degli operatori del settore di creare un anello di congiunzione con il cliente intermedio, ossia con il ristoratore. E così, oggi, i nostri associati sono, da un lato, i produttori di mozzarella, di ricotta, di carne di bufalo, di salumi, di dolci, di gelati e di liquori e, dall’altro, pizzerie, bracerie, pub, ristoranti , che quei prodotti li utilizzano nei rispettivi menù. Proseguiremo in questa direzione”.