Agroalimentare, nel Cilento il più grande bio-distretto del Sud

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La Campania non solo detiene il record per il più alto numero di aziende agricole biologiche, ma ospita nel Cilento il più grande degli undici bio-distretti italiani individuati dal ministero per le Politiche Agricole. Una risposta a chi continua a bollare genericamente come “terra dei fuochi” il territorio di una regione che, invece, si pone all’avanguardia proprio per quanto riguarda le coltivazioni biologiche. Dal 2009 nel Cilento ben 32 Comuni e 400 operatori lavorano agricoltura sana su 2000 ettari di superficie. “Una risposta adeguata a tutti coloro che genericamente indicano come evitabili le produzioni ortofrutticole e zoologiche campane, ignorando che l’Ispra ha certificato che la contaminazione da agrofarmaci e fertilizzanti interessa i terreni soprattutto del Nord del Paese, le cui acque profonde sono tra le più inquinate d’Italia”. Così Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria Università di Napoli Federico II, intervenendo oggi al sesto e ultimo incontro di Donne che Sanno (www.donnechesanno.it) promosso a Napoli da Fondo Mario e Paola Condorelli (www.fondomarioepaolacondorelli.it) e L’altra Napoli, con il patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli e Società Napoletana Storia Patria. Tema del dibattito che si è tenuto al Maschio Angioino (via Vittorio Emanuele III – terzo piano): “Sapere se il bio conviene. Come esso incide sulla salute, sull’agrosistema, sull’ambiente, sui prezzi”. L’alimentazione biologica è una buona idea o è solo un modo per pagare inutilmente di piu’ prodotti assimilabili a quelli di largo consumo? Possiamo essere davvero sicuri che un prodotto bio, piu’ caro sul mercato sia davvero tale? E’ giusto acquistarlo e pagarlo di piu’? A questi e altri interrogativi hanno risposto esperti e tecnici del settore. Tra i quali, oltre a Lorito, Vincenzo Linarello presidente di Goel e Rosario Stornaiuolo presidente Federconsumatori Campania.