Al Sud il dialetto batte l’italiano. Record in Campania: 7 cittadini su 10 lo utilizzano in famiglia

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L’uso prevalente o esclusivo dell’italiano è più diffuso nel Nord-ovest e al Centro per tutti i contesti relazionali. In particolare, in famiglia parla prevalentemente italiano il 61,3% delle persone residenti al Nord-ovest e il 60% dei residenti al Centro, rispetto al 27,3% delle persone che vivono al Sud e al 32,9% di quelle residenti nelle Isole. Le regioni in cui questa abitudine è più diffusa sono la Toscana (74,9%), la Liguria (70,1%), la Lombardia (59,8%) e il Lazio (59,2%), quelle dove invece è minore sono la Campania (20,7%), la Calabria (25,3%) e la Sicilia (26,6%). È quanto emerge dal rapporto dell’Istat “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere”. Anche nei rapporti con gli estranei si riscontrano forti differenze territoriali: l’uso prevalente dell’italiano arriva al 90% nel Nord-ovest, sfiora l’85% al Centro, diversamente dal resto d’Italia dove al massimo raggiunge il 75%. Il ricorso al dialetto nei diversi contesti relazionali e soprattutto in famiglia resta una specificità di alcune regioni. Al Sud e nelle Isole (ad eccezione della Sardegna) oltre il 68% delle persone di 6 anni e più utilizza il dialetto in famiglia – prevalentemente o in alternanza con l’italiano – contro il 31% circa del Nord-ovest. Le regioni dove questa tendenza è più diffusa sono la Campania (75,2%), la Basilicata (69,4%), la Sicilia (68,8%) e la Calabria (68,6%). Al Centro soltanto nelle Marche si registra un uso del dialetto in famiglia (esclusivo o alternato all’italiano) superiore alla media nazionale (56,3%). Al Nord a distinguersi per il ricorso al dialetto in famiglia, anche se non esclusivo, sono la provincia di Trento (54,9%) e il Veneto (62%).