Nel Meridione scalpita il Movimento dei Sudisti, mentre Berlusconi abbraccia il figliol prodigo Salvini

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di Biagio Maimone

Silvio Berlusconi, come il padre della parabola del figliol prodigo, ha riabbracciato il figlio fuggito dalla casa paterna, ossia Matteo Salvini, il quale è ritornato sconfitto dall’alleanza con il M5S, a cui aveva dato vita per bramosia del potere, dissipando i suoi averi, ossia i suoi ideali, in una causa sbagliata.
Impoverito e sconfitto è ritornato al padre.
Berlusconi si è aperto al perdono del figlio traditore, non certo per amore, ma per arginare l’avanzare delle cosiddette “sinistre”, trascurando i figli fedeli risentiti per l’accoglienza festosa e non meritata riservata al fratello traditore.
Salvini è tornato a testa bassa da suo padre Silvio promettendogli di non fare più errori e di obbedirgli.
Ma sarà vero? Un figlio sovranista, non si sa se realmente potrà essere obbediente ad un padre liberale. Certo, forse per poco, ossia il lasso di tempo necessario a leccarsi le ferite e poi di nuovo si farà trascinare dal vizio del potere e della vanità. Ma qualcosa di nuovo bolle in pentola nella politica italiana: è il Movimento dei Sudisti.
La nascita del Movimento dei Sudisti poteva sembrare una boutade estiva, invece, voci affidabili sostengono che i lavori per organizzare il Movimento sono in corso.
C’è chi sostiene sarà un’associazione culturale per la difesa e la promozione del Mezzogiorno, c’è chi sostiene che sarà un partito vero e proprio.
Si dice anche che Gianfranco Rotondi possa esserne il leader e che Mara Carfagna possa affiancarlo, anche lei meridionale ed attenta alle istanze del Meridione d’Italia.
Qualcuno sostiene anche che la regia dell’intera operazione potrebbe essere affidata nientemeno che al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Si tratterà di un movimento popolare, democratico e cattolico che intende contrapporsi ai partiti sovranisti e alla Lega che, secondo l’opinione di tanti suoi elettori radicali, andando incontro a Berlusconi, ha fatto notevoli passi indietro, ratificando la propria sconfitta.