Al via ‘sharing factory’ Levissima, al centro persone e territorio

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Roma, 30 nov. (Labitalia) – Innovare il modo di fare impresa mettendo al centro l’ascolto delle persone e del territorio per creare valore condiviso. E’ il progetto che il Gruppo Sanpellegrino lancia da Bormio, in Valtellina, con la ‘Sharing Factory’ dell’acqua minerale Levissima, una fabbrica che nasce da un processo di ascolto e coinvolgimento dei dipendenti e della comunità locale. Con un investimento pari a 30 milioni di euro nei prossimi anni, lo stabilimento rinnovato è stato concepito per elevare le performance ambientali, fornire ai lavoratori spazi più confortevoli, migliorare la conoscenza sulla risorsa acqua e contribuire a valorizzare la vocazione turistica del territorio.

“La Sharing Factory di Levissima – afferma Federico Sarzi Braga, presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino – è il frutto di un percorso di ascolto e collaborazione che ha radici nel nostro modo di fare impresa, ma inaugura una fase nuova. Da sempre lavoriamo in sinergia con le comunità in cui operiamo perché quella che portiamo alle persone è una risorsa unica, frutto del territorio di origine e non delocalizzabile. Non a caso, proprio in Valtellina da oltre 10 anni sosteniamo l’Università di Milano nello studio dell’ambiente da cui nasce Levissima e dei ghiacciai e siamo al fianco del Parco nazionale dello Stelvio per tutelare l’ambiente in maniera intelligente e produttiva”.

Il rinnovamento dello stabilimento di imbottigliamento di Cepina va in questa direzione e si propone di innescare nuove azioni e moltiplicare i benefici. “L’ingente investimento – commenta Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle politiche per la montagna – conferma il rapporto virtuoso tra il Gruppo Sanpellegrino e le comunità dell’Alta Valtellina. Il progetto è in piena sinergia con i principi ispiratori della nuova modalità di gestione del Parco nazionale dello Stelvio e, ancor di più, della montagna in Lombardia, che vede nella peculiarità di ogni territorio e di ogni comunità la direttrice rispetto a cui investire per un futuro migliore”.

“La nostra acqua e le nostre montagne sono l’essenza della nostra comunità. Siamo convinti che questo importante progetto possa costituire un’occasione di sviluppo del territorio, che già ha la fortuna di custodire tesori naturali unici ai quali, con l’investimento del Gruppo Sanpellegrino, vogliamo continuare ad assicurare protezione e valorizzazione”, sottolinea Alessandro Pedrini, sindaco di Valdisotto. Il nuovo stabilimento ridisegnerà tutti gli spazi della fabbrica, per assicurare un ulteriore miglioramento della performance ambientale attraverso l’innovazione tecnologica, ma soprattutto uno spazio di lavoro funzionale, accogliente e a misura d’uomo per i lavoratori dello stabilimento, una popolazione in crescita negli anni e con esigenze differenziate, anche in base alle diverse fasce d’età presenti in azienda.

Alcune aree saranno aperte e polifunzionali, in modo da poter ospitare un’interazione più profonda con i ricercatori dell’Università, che diventeranno anche vere e proprie figure di divulgazione della conoscenza sull’acqua e la montagna, con la comunità, con i turisti che il Parco nazionale e le altre attrattive del territorio richiamano ogni anno. “Il sostegno di Levissima in questi anni ci ha permesso di affrontare temi di ricerca in ambito criosferico prima poco o mai sviluppati in Italia. Il nuovo percorso che andiamo a inaugurare con Levissima ci aiuterà ancora di più a proseguire gli studi e avvicinare la montagna a grandi e piccoli per insegnare loro ad amarla e rispettarla”, spiega Antonella Senese, professore a contratto presso il Dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell’Università degli studi di Milano.

In una visione più ampia, la Sharing Factory nasce anche come opportunità in grado di innescare processi intelligenti di valorizzazione della natura a vantaggio di un turismo sostenibile e rispettoso. “Per promuovere il nostro paesaggio – sostiene Alessandro Meinardi, presidente del Parco nazionale dello Stelvio – abbiamo due strade: tenerlo in una campana di vetro o aprirlo alle persone. La presenza di un’impresa rispettosa e aperta a innovare all’insegna della compatibilità ambientale ci aiuta a sostenere che un altro tipo di turismo, più responsabile e partecipato, è possibile e può portare ricadute positive per il territorio e per l’arricchimento delle persone che lo visitano”.