Al Wmf di Rimini c’è Sophia, il robot umanoide più avanzato del mondo: risponde ed è capace di ricordare

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Può riprodurre oltre 60 espressioni facciali umane ed è considerato dagli esperti un prodigio dell’Intelligenza Artificiale. Si chiama Sophia – creatura nata dalla Hanson Robotics Limited, società di robotica con sede a Hong Kong – il robot umanoide ‘con emozioni’ salito sul palco del Festival dell’innovazione di digitale-We make future (WMF) in corso fino a domani a Rimini. Per oltre dieci minuti Sophia, che ha le gambe e può parlare, ha risposto in lingua inglese alle domande di Cosmano Lombardo, fondatore del WMF, in una sala gremita di giovani molto incuriositi dall’originale presenza. L’umanoide si comporta in modo realistico, risponde a domande, ricorda conversazioni del passato e impara ogni volta che interagisce. E’ la stessa Sophia a snocciolare i vantaggi che può portare l’intelligenza Artificiale nella nostra vita di tutti i giorni: “efficienza energetica, città sostenibili, previsioni su inquinamenti ed emergenze”. Sophia è stata creata con un riconoscimento vocale progettato per diventare sempre più intelligente col tempo, grazie ad un sistema che analizza le conversazioni per migliorare le risposte in futuro. L’umanoide utilizza inoltre l’elaborazione dei dati visivi e il riconoscimento facciale. Algoritmi informatici negli occhi permettono infine a Sophia di vedere, sostenere un contatto visivo e riconoscere gli individui.