Alcuni spunti per tornare sulla storia recente della Persia, partendo dall’inizio

47

“Historia magistra vitae” è un assioma in uso già nella Roma dei Cesari.Nel corso dei secoli, non è stato mai oggetto di”attentati” alla sua veridicità. È giunta cosi al giorno d’oggi tal quale era stata formulata agli albori della civiltà. La storia è maestra di vita, questa è la traduzione letterale della breve frase di inizio di questa nota. Premessa: solo una combinazione ha voluto che, a dieci anni di distanza dalle varie rivoluzioni cosíddette studentesche e derivate, partite da Berkeley e dilagate per tutto l’ Occidente, a Teheran, l’antica e splendida Damasco, gli Studenti Coranici dessero inizio a una rivoluzione sui generis. Sarebbe più corretto definire quella rivolta “involuzione”, e faceva capo agli Hayatollah, religiosi mal riusciti e folli assassini. Essi sono i custodi della rivoluzione, fanatici cultori della Teocrazia. Questa è da sempre opposta alla Monarchia, allora gestita dalla dinastia Pahlevi che sedeva da secoli sul Trono del Pavone. Arrivarono alla deposizione dell’esponente di turno e all’invio in esilio dello stesso e del resto della sua famiglia. Piccoli Shah crescono e, al momento del bisogno, come quello attuale, si propongono per servire il proprio paese. E fanno l’encomiabile gesto, come ha fatto Rheza, figlio in esilio dell’ultimo Shah, di accompagnare la propria richiesta con l’esplicita rinuncia a avvalersi del suo requisito di monarca, adegua ndosi cosi all’attualità. Non con la stessa abnegazione si sono messi in gioco la maggior parte dei capi di stato di ogni paese in rapporti di ogni genere con Teheran. Tutti gli elementi riportati innanzi e qualcuno di essi con maggior premura, devono essere resi concreti al più presto: compiendo il primo passo allontanando senza scrupolo alcuno gli Hayhatollah che sono al potere e i loro fanatici sostenitori; stabilendo immediatamente quali punti di forza intenderanno attivare perchè l’Iran si avvii a diventare una nuova Persia, democratica e disponibile a una ripresa del dialogo con l’Occidente, stavolta costruttivo in maniera paritetica e reciproca. Al momento tutto quanto innanzi descritto cozza frontalmente con i propositi degli USA.Le intenzioni del Biondo di Washington sono, come ha dichiarato lo stesso in diretta, quelle di attuare un blitz e di mettere finalmente quel paese in mani a lui fide. Non passi per una rinuncia alla corretteza,ma al momento sarà bene darsi pizzichi sulla pancia perché quella Perla d’Oriente, da sempre capitale del suo paese, recuperi le sue caratteristiche distintive, sopravvissute ai marosi di secoli. Particolate da non trascurare per farsi un quadro della grandezza della Persia: Ciro II, detto il Grande, tanto nomine, è stato uno dei suoi re. Visse e operò a metà del VI secolo A.C. e, nelle sedi accademiche è ricordato come uomo di grande apertura mentale.
Una conferma che, a quelle latitudini, esistono anche soggetti di grande valore.