Algeria: attacco a impianto gas Statoil

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Un impianto di gas in Algeria è stato “colpito da esplosivi sparati dall’esterno”. Lo annuncia il colosso petrolifero norvegese Statoil. Non si hanno al momento notizie di eventuali vittime. L’attacco si è verificato presso la Salah Gas a Krechba, a circa 1.200 chilometri a sud di Algeri, nel deserto del Sahara. La Statoil, che ha sede a Stavanger, insieme con l’azienda locale con cui ha fatto la joint-venture, hanno messo in moto i meccanismi di riposta di emergenza ad Hassi Messaoud. L’azienda norvegese è riuscita a mettersi in contatto con i suoi tre dipendenti a Krechba, stanno bene e non sono stati feriti. Nel gennaio 2013 un gruppo affiliato ad al Qaida aveva attaccato il complesso di Ain Amenas, sempre in Algeria. Dopo quattro giorni, l’esercito algerino aveva lanciato un attacco. Almeno 37 ostaggi, la maggior parte di loro lavoratori stranieri, sono morti.
   

Un impianto di gas in Algeria è stato “colpito da esplosivi sparati dall’esterno”. Lo annuncia il colosso petrolifero norvegese Statoil. Non si hanno al momento notizie di eventuali vittime. L’attacco si è verificato presso la Salah Gas a Krechba, a circa 1.200 chilometri a sud di Algeri, nel deserto del Sahara. La Statoil, che ha sede a Stavanger, insieme con l’azienda locale con cui ha fatto la joint-venture, hanno messo in moto i meccanismi di riposta di emergenza ad Hassi Messaoud. L’azienda norvegese è riuscita a mettersi in contatto con i suoi tre dipendenti a Krechba, stanno bene e non sono stati feriti. Nel gennaio 2013 un gruppo affiliato ad al Qaida aveva attaccato il complesso di Ain Amenas, sempre in Algeria. Dopo quattro giorni, l’esercito algerino aveva lanciato un attacco. Almeno 37 ostaggi, la maggior parte di loro lavoratori stranieri, sono morti.