Alis, Di Caterina: Ok al registro internazionale marittimo

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in foto Marcello Di Caterina, direttore generale dell'Alis

“La flotta mercantile europea ormai da diversi decenni subisce una competizione impari da parte delle flotte con bandiera cosiddette ombra operanti con regole meno stringenti rispetto a quelle comunitarie e con minori costi”. Così Marcello Di Caterina, direttore generale dell’Alis (Associazione logistica della intermodalità sostenibile), ha introdotto il suo intervento all’audizione delle Commissioni Speciali del Parlamento per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo. All’esame dei parlamentari, informa una nota, lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva Ue 2015/1974 e successive modifiche. L’audizione, si rileva, “consolida il ruolo di Alis che sul dlgs in esame ha espresso parere favorevole e che si prepara all’evento di Sorrento del 27 e 28 aprile”.
“La direttiva 2015/1794/Ue persegue l’obiettivo – ha precisato Di Caterina, accompagnato dal vice direttore Errigo Antonio – di adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario nel settore del lavoro marittimo ampliando il sistema delle tutele previste ad ordinamento vigente, assicurando a tutti i lavoratori marittimi parità di trattamento in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, in maniera da evitare che i lavoratori marittimi possano godere di una differente tutela da parte dei singoli Stati membri e che non sia conseguentemente garantita, nel settore, la parità delle condizioni all’interno del mercato unico”. “Le principali novità che vengono introdotte a livello di quadro normativo dell’Unione riguardano, sostanzialmente, – ha aggiunto il direttore dell’Alis – l’estensione ai marittimi della disciplina in materia di tutela dei lavoratori”.
“Nonostante le novità introdotte dalla direttiva in parola a livello comunitario rappresentino un miglioramento delle tutele dei lavoratori marittimi, in Italia buona parte delle garanzie previste nell’articolato sono già assicurate dalle norme di attuazione adottate nell’ordinamento interno”. L’occasione, evidenzia la nota, “è stata utile per avviare anche una riflessione sul Registro Internazionale”.
“Con la legge 30/98 l’Italia ha recepito – ha ricordato Di Caterina – le linee guida sugli aiuti di Stato al trasporto marittimo, istituendo il Registro internazionale che ha permesso il rilancio della marineria italiana attraverso sgravi contributivi per il personale imbarcato, agevolazioni fiscali e flessibilità nella composizione degli equipaggi. Una felice intuizione. Sin dal 1998 l’applicazione della norma ha permesso un raddoppio della flotta mercantile italiana e con essa è raddoppiato il numero dei marittimi imbarcati che oggi sono più di 60.000, in prevalenza italiani-comunitari. Avendo raggiunto questo ambizioso duplice obiettivo, la legge 30/98 può essere considerata una best practice a livello europeo”.
“Nonostante le novità introdotte dalla direttiva in parola a livello comunitario rappresentino un miglioramento delle tutele dei lavoratori marittimi, in Italia buona parte delle garanzie previste nell’articolato sono già assicurate dalle norme di attuazione adottate nell’ordinamento interno” conclude Di Caterina.