Alitalia, avanti verso commissariamento: nessun ‘piano B’ Renzi: “Fare come con Meridiana”

57

Roma, 27 apr. (AdnKronos) – Non c’è nessun ‘piano B’ per Alitalia. La compagnia sembra procedere verso il commissariamento e si fa serrata la fase istruttoria in vista della decisione dei soci dell’aviolinea che arriverà il 2 maggio prossimo. Anche oggi, infatti, a quanto s’apprende, sono proseguite le riunioni per espletare tutti i passaggi formali e informali necessari e propedeutici alla delibera dell’assemblea degli azionisti, che si svolgerà in seconda convocazione martedì prossimo, di richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria.

Renzi: “Fare come con Meridiana, senza buttare soldi pubblici”

Escluso ancora una volta un intervento dello Stato, a tratteggiare il percorso che Alitalia seguirà proprio a partire dalla prossima settimana è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in una giornata segnata dal ‘no’ di Lufthansa, su cui sono puntati i riflettori quale possibile acquirente, e delle Fs spa, che rumors chiamano di nuovo in causa nell’operazione di salvataggio.

Per Padoan, che dice di condividere la preoccupazione per il destino dei lavoratori, il punto fermo è che “il governo non è disponibile a partecipare, direttamente o indirettamente, a un eventuale aumento di capitale della società”. Piuttosto, l’impegno dell’esecutivo è quello di assicurare tempestività, quando l’azienda ne farà richiesta, all’apertura della procedura e alla nomina dell’organo commissariale. “Se la proposta sarà accettata – spiega il ministro – il commissario dovrà provvedere alla gestione dell’impresa, predisporre e attuare un programma che consenta una gestione conservativa dell’insolvenza”.

”L’eventuale finanziamento dello Stato – puntualizza ancora Padoan – sarebbe finalizzato esclusivamente a evitare l’interruzione dell’attività e sarà oggetto di un approfondimento, nelle prossime ore, anche alla luce dei documenti informativi che saranno forniti dall’impresa”. Inoltre, ”è evidente” che l’eventuale intervento pubblico dovrà rispettare le disposizioni nazionali ed europee degli aiuti di Stato. ”Pertanto – aggiunge – l’attività di gestione del commissariamento dovrà confrontarsi con le procedure, con i tempi e con il quadro regolatorio di riferimento”.

Del prestito ponte parla il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. “Sì, certo”, risponde ospite di 8 ½ su La7, alla domanda se ci sia già un via libera della Ue a un prestito ponte per Alitalia. “Per un prestito ponte di circa 400 milioni a condizione che si faccia un lavoro di vendita”, puntualizza il ministro. Calenda, quindi, indica le opzioni a disposizione del Governo per affrontare la crisi Alitalia. “Se viene richiesto il commissariamento il 2 maggio, deve metterla in amministrazione straordinaria, e questo è un obbligo, e poi ha due scelte: dotarla di una finanza per sei mesi per trovare un acquirente o farla fallire domani mattina”. Ma questa opzione, chiarisce, “non è praticabile” e comporterebbe “un danno economico all’Italia molto più grande dei soldi limitatissimi” che servono a farla sopravvivere per un breve periodo.

Questa, insomma, appare la via maestra. A chiarire la posizione di uno degli azionisti di peso di Alitalia è il ceo di Intesa SanPaolo, Carlo Messina. “Non esiste un piano b portato avanti da Intesa Sanpaolo, non lo abbiamo e non compete a noi farlo. Noi siamo una banca, un’azienda che si occupa di credito e non di aeromobili”, puntualizza Messina, “molto dispiaciuto per l’esito del referendum”.

“Qualunque soluzione che possa garantire la continuità aziendale e quindi possa salvaguardarne i posti di lavoro sarebbe da percorrere – dice Messina – Sui giornali ho letto di Lufthansa e di Ferrovie dello Stato che può essere un nuovo modello di integrazione tra trasporto aereo e di terra. E’ ovvio che tutto quello che può consentire di salvaguardare la situazione sociale ci vede assolutamente non contrari”.

Ma sia da Lufthansa che dalle Ferrovie arrivano i primi no. “Non siamo interessati a rilevare Alitalia”, dice il chief financial officer di Lufthansa, Ulrik Svensson, durante la conference call sui conti del trimestre. Lufthansa, riferiscono poi fonti del gruppo tedesco, non intende dare seguito a speculazioni e rumors pubblicati oggi sulla stampa. E non sembrano destinate ad incrociarsi, almeno per il momento, le strade di Alitalia e di Fs spa. “L’argomento non è, al momento, di interesse della società”, fa sapere il gruppo guidato da Renato Mazzoncini.

Sempre nel vivo è il totonomine del futuro o futuri commissari. In pole rimangono Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi. Il quale, però, oggi puntualizza che “non è scontato, dipende da alcune condizioni. Vedremo”. Nel caso della nomina di una terna, circola anche il nome di Aristide Police, ultimo presidente della vecchia Alitalia pubblica. Ma c’è anche chi, come il segretario di Scelta Civica ed ex viceministro del Tesoro, Enrico Zanetti, lancia la candidatura di Domenico Cempella. “Sarebbe la persona giusta”, dice parlando dell’ex Ad che ha guidato Alitalia per 5 anni, dal 1996 al 2001.

Un altro ex parla oggi di Alitalia: Gabriele Del Torchio, il ristrutturatore e traghettore di Alitalia Cai verso la partnership con Etihad nel 2014. ”La ferita del referendum è ancora calda – dice all’Adnkronos – ma credo che una soluzione si debba e si possa trovare senza andare verso uno spezzatino che farebbe del male solo all’Italia”. Secondo il manager, i margini per riportare i conti in nero ci sono anche se ”il fatto che i lavoratori abbiano bocciato il piano – spiega – sicuramente complica la situazione e presuppone la stesura di un nuovo piano industriale, ma io sono convinto che ci siano ancora le condizioni”.