Alitalia, per Calenda c’è il rischio liquidazione

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“I lavoratori si esprimeranno liberamente, ma anche spero consapevolmente, avendo dunque chiara qual’e’ l’alternativa in caso di un voto negativo. Quello raggiunto grazie alla mediazione dell’esecutivo e’ un accordo decisivo per la compagnia, che puo’ innescare oltre 2 miliardi d’investimento tra equity e linee di credito sulla base di un piano nettamente migliore rispetto a quello presentato a dicembre. Se dovesse prevalere il no ci sarebbe solo un brevissimo periodo di amministrazione straordinaria, circa 6 mesi, e poi l’accompagnamento verso la liquidazione della compagnia. Anche perche’ nessun altro investitore si presenterebbe dopo una bocciatura dell’accordo. La nazionalizzazione e’ impossibile perche’ ci sono delle regole europee da rispettare e perche’ e’ convinzione del governo che gli italiani non la capirebbero e, soprattutto, non la vorrebbero”. Cosi’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in un’intervista a Il Messaggero. “Tutta questa manovra, ovvero gli impegni del governo, degli azionisti e delle banche sta in piedi solo se c’e’ un si’ convinto. Non ci sono alternative. Lo Stato non interverra’ piu'”, agiuge Calenda, per il quale la compagnia e’ strategica: “Si’. E’ strategica per il turismo e per l’export e per questo il governo si e’ impegnato a fondo per salvarla, ma non possiamo per questo addossare altre perdite ai contribuenti”.