Alitalia, rush finale per offerta Ferrovie

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Roma, 26 ott. (AdnKronos) – Rush finale in vista della scadenza del 31 ottobre, giorno in cui scade la procedura di vendita di. Per le Ferrovie dello Stato, al momento, principale attore in campo, si stringono i tempi per la presentazione di un’offerta vincolante. Quelle in corso sono, infatti, giornate di lavoro serrate per poter tagliare il traguardo di mercoledì prossimo. Un lavoro che continua a svolgersi all’insegna del massimo riserbo da parte dei diretti interessati sui contenuti della proposta che verrà messa sul tavolo.

Le parole di giovedì del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ha parlato delle Fs come di un “partner tecnico”, hanno fatto scattare, in particolare, l’allarme dei sindacati che hanno visto in queste dichiarazioni una sorta di cambio di passo rispetto al percorso tracciato per il salvataggio dell’aviolinea con tutte le incognite e incertezze del caso, a cominciare dal rischio di un allungamento dei tempi della procedura. Ma, secondo fonti vicine al dossier, al momento, sarebbe in realtà sempre confermato lo schema che vedrebbe un primo step con la proposta delle Ferrovie e poi l’ingresso di un partner industriale internazionale.

Nei giorni scorsi, sarebbero venuti a Roma rappresentanti di Delta e di Lufthansa. Secondo rumors che stanno circolando, la compagnia statunitense potrebbe anche presentare un’offerta non vincolante e chiedere di avere accesso alla due diligence e fissare tutte le condizioni per poter poi presentare un’offerta vincolante. Da parte sua, il colosso tedesco ha sempre confermato un suo interesse per una nuova Alitalia ristrutturata, come, più volte hanno ribadito i suoi vertici.

Quello che sembrerebbe ormai assodato, in base a quello che è l’impegno di tutto il Governo, è che il cuore del progetto Alitalia-Fs, debba configurarsi come un’operazione di sistema intermodale con l’obiettivo prioritario di intercettare i traffici turistici internazionali, cogliendo così le opportunità che deriveranno dalla prospettata crescita dei flussi in Europa. Fermo restando, comunque, che rimane prioritariamente ‘ferroviaria’ la mission delle Fs spa che è quella di rilanciare il trasporto regionale e pendolare e di consolidare la leadership nell’alta velocità: questo rimane, infatti, l’impianto strategico del nuovo piano industriale al quale sta lavorando l’ad di Fs Gianfranco Battisti.

Ma il 31 ottobre non è solo la deadline per la presentazione di un’offerta vincolante. Mercoledì prossimo scade anche l’attuale regime di cassa integrazione straordinaria e Alitalia e sindacati hanno avviato il confronto per una ulteriore proroga al 23 marzo prossimo.

Il 19 ottobre c’è stato un primo incontro al ministero del Lavoro che ha sancito la distanza tra le parti sui numeri richiesti, complessivamente si parla di 1570 unità full time equivalent. Numeri eccessivi, secondo i sindacati. Per approfondire queste cifre si sono svolti nei giorni scorsi incontri tecnici in sede aziendale che, secondo i sindacati, non hanno prodotti i risultati sperati. Il nuovo appuntamento al ministero è fissato per lunedì prossimo.

Giovedì la compagnia, riferiscono Anpac e Anpav, Alitalia ha abbassato la propria richiesta di 20 unità sulla categoria piloti e 20 sulla categoria assistenti di volo, quindi 100 comandanti, 80 piloti, 400 hostess e steward. La iniziale richiesta aziendale di nuova cassa, a partire dal primo novembre, interessava 620 naviganti, di cui 100 comandanti, 100 piloti e 420 assistenti di volo.

“Pur ritenendo l’analisi di dettaglio utile e l’apertura aziendale in direzione riduzione delle eccedenze positiva, i numeri rimangono distanti da una possibile sostenibilità e ancora slegati dal processo di riorganizzazione complessiva di cui non si hanno ancora notizie a pochi giorni dalla chiusura del bando per la presentazione delle offerte vincolanti”, sottolineano Anpac e Anpav.

Per l’Associazione nazionale piloti, “non ci sono esuberi di comandanti e piloti” e per questo, va sospesa la cassa integrazione della categoria. Nessun passo avanti poi neanche al tavolo tecnico del personale di terra. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, l’azienda ha ridotto da 950 a 900 la richiesta di cigs. Ancora troppo poco, dicono i sindacati, mentre è ancora da sciogliere il nodo della cassa integrazione a zero ore. La strada per un accordo, insomma, sembra essere ancora in salita.