Alla Cardi Gallery di Milano la “buona fotografia” di Irving Penn. Fu a Napoli nel ’43 con le truppe Usa

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in foto Sophia Loren in uno scatto di Irving Penn

di Fiorella Franchini

Torna in Italia Irving Penn nato da una famiglia di emigrati ebrei e russi, nell’America del 1917, e considerato uno dei maggiori fotografi del Novecento. Divenuto assistente di Alexander Liberman, art director della rivista Vogue, uno dei suoi primi incarichi lo condusse a Napoli, dove sbarcò con le truppe Alleate durante l’avanzata americana, occupandosi di guidare un’ambulanza e di fotografare. Al legame speciale dell’artista con l’Italia è interamente dedicato il primo piano della Cardi Gallery di Milano che, dal 9 settembre al 22 dicembre 2021, ospita un’interessante mostra dell’artista statunitense. Per oltre sessant’anni, Penn ha scattato più di 150 copertine per Vogue, coltivando al contempo una pratica artistica personale, in cui ha saputo fondere originalità, senso del bello e spiccata sensibilità. L’esposizione, curata in collaborazione con The Irving Penn Foundation, comprende opere prodotte tra gli anni Quaranta e Novanta e ripercorre momenti salienti della carriera artistica di Penn. Sono scatti che spaziano dalle immagini delle star alle impressioni del mondo naturale, fino ai rifiuti abbandonati in strada e a nature morte surreali, immagini private e collettive che sono, al tempo stesso, opere d’arte e momenti di storia.”. Senza abbandonare mai il lavoro nel campo della moda ha fotografato tutto ciò che attraeva la sua attenzione, così che nelle sue immagini si fondono sapientemente oggetti iconici e forme quotidiane, realtà e pura immaginazione. I contorni del soggetto separano lo stesso da tutto il resto, ponendolo al centro della scena. Impossibile non lasciarsi affascinare da quelle immagini che sfilano sulle pareti bianche della galleria; le tonalità, sia che si tratti di colore o di bianco&nero, sono estremamente sofisticate, spesso frutto di manipolazioni sceniche e di esperimenti con nuove pellicole e tecniche di sviluppo innovative. Lo stile di Penn ha quasi un effetto ipnotico, induce a guardare oltre la patina, le sfumature rapiscono la mente, trascinandola in una girandola di significati addizionali. Egli stesso affermava: “ Una buona fotografia è quella che comunica un fatto, tocca il cuore e cambia una persona dopo per averla vista. È, in una parola, efficace”. Ogni istante del suo mondo, osservato nel particolare, ha un effetto di sorpresa, è sempre perfettamente evidente. Un incontro speciale con un artista della luce, testimone del gusto minimale e simbolico del secolo appena trascorso che è già Storia dell’Arte.