Alla Galleria Artiaco le ultime opere di Giulio Paolini. L’artista si confronta con l’arte del passato (e i suoi miti)

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in foto un'opera di Giulio Paolini

di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Nonostante il triste momento che attraversiamo, possiamo distenderci visitando, con le dovute prenotazioni, diverse gallerie napoletane pubbliche e private per guardare le opere d’arte amate, dei nostri grandi artisti. E’ stato molto consolante apprendere come già la Reggia di Capodimonte, nella sezione dedicata all’Arte Contemporanea, abbia consentito una mostra ad un artista, Antonio La Motta, molto vicino ai bambini del rione Sanità accogliendoli nel suo studio e promuovendone l’interesse all’arte. Il direttore Bellenger si occupa con grande cura dei luoghi attorno alla Reggia ed ora ha raggiunto la Sanità. La Galleria di Vincenzo Artiaco ultimamente ci ha riproposto Veronica Janssen, la nota artista belga, che prosegue la sua ricerca sui materiali, soprattutto sulla trasparenza del vetro, già in mostra in Galleria nel 2007, nel 2010 e nel 2012, sempre interessante e molto piacevole esaltando nelle sue opere la luce che trasfigura le immagini. Dal 7 marzo Vincenzo Artiaco ci ripropone la mostra “Fuori quadro” di Giulio Paolini un artista molto significativo. Nato a Torino nel 1940, attivo già nel 1960, è stato un rappresentante dell’Arte Concettuale che, nella sua giovinezza, vide nascere dall’Arte Povera che pure lo interessava. In quegli anni, come nell’opera “Giovane che guarda Lorenzo Lotto” già desiderava proporre che lo spettatore potesse riflettersi nell’opera “come abitante dello stesso spazio e dello stesso tempo”. L’artista è già stato in galleria nel 2005, nel 2009 e nel 2014. Maggiormente oggi interessa all’artista che lo spettatore comprenda il suo dire, le sue intenzioni manifeste nel linguaggio espresso nelle sue creazioni artistiche. E’ importante ripercorrere la strada di questo nostro grande artista anche se soltanto parzialmente accennandola. L’ultima sua presenza da Artiaco fu nel 2014 quando Paolini era stato presente anche alla Biennale di Venezia ed aveva esposto le sue opere al Maxxi e al Macro e venne volentieri a Napoli nel bel Palazzo del Principe di Sangro. Oggi Paolini, quasi sembra abbandonare le tendenze della sua giovinezza, attratto dall’arte di ogni tempo che lo tiene avvolto nelle espressive immagini soprattutto del passato: è la bellezza che lo affascina e ce lo dimostra. Da Artiaco l’artista ha portato otto lavori recenti che comprendono anche diversi collages, riferiti all’arte di ogni tempo, immagini che riecheggiano il passato, anche remote, di cui egli non può più fare a meno. Significativa di questo suo nuovo pensare è la sua opera del 2020 “La caduta di Icaro”, matita e collage su carta di cm.75×69,5 che rivela la sua nuova visione della stesura del colore e soprattutto il suo nuovo riflettere sull’Arte Universale.