Alla ricerca di Carlo Magno: Parte la spedizione campana

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LA STORIA d’Europa potrebbe essere riscritta anche grazie al contributo di alcuni archeologi campani. Partiranno nel giro di un mese, LA STORIA d’Europa potrebbe essere riscritta anche grazie al contributo di alcuni archeologi campani. Partiranno nel giro di un mese, diretti nelleMarche, gli specialisti dell’Iriae, l’International Research Institute for Archaeology and Ethnology che ha sede a Napoli. Ciò che dovranno verificare è se in val di Chienti ci sia la tomba di Carlo Magno, primo Imperatore del rinato ImperoRomano, come sostiene don Giovanni Carnevale, studioso salesiano e da 25 anni alla ricerca di prove alla sua teoria. L’origine dell’impero carolingio non risiederebbe dunque in Francia ma nel cuore dell’Italia, precisamente a Corridonia (Macerata), dove nei mesi scorsi un georadar ha rivelato un’area compatibile con la tomba dell’imperatore all’interno dell’Abbazia di San Claudio, che in caso di conferma andrebbe considerata la veraCappella Palatina di Aquisgrana. “L’Iriae non accetta teorie senza avere prove scientifiche a sostegno – spiega Daniele Petrella, archeologo napoletano a capo dell’International Research Institute for Archaeology and Ethnology – ma ritiene gli studi di Giovanni Carnevale sufficientemente solidi da necessitare ulteriori approfondimenti di tipo archeologico. Perciò, in accordo anche con Carnevale e il Centro Studi SanClaudio al Chienti, presieduto dall’ingegnere Alberto Morresi, abbiamo deciso di effettuare indagini con sonda-telecamera nel sottosuolo della Chiesa di San Claudio e a SanGinesio per verificare i dati forniti dagli esami eseguiti al georadar. Per partire attendiamo solo l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica delleMarche”. Per la parte tecnologica, l’Iriae si avvarrà delle attrezzature e delle competenze dello speleologo Luca Cutitta, presidente dell’associazione napoletana Macchina Del Tempo. Il team, guidato da Petrella, sarà composto complessivamente da 6 persone: oltre al presidente Iriae e Cutitta, anche due tecnici della Macchina Del Tempo per la parte tecnologica, Marco Merola, giornalista, che seguirà le indagini, e Fabio Branno, direttore dellaCinemac Studio, che video-documenterà le attività. Sono 25 anni che Carnevale, archeologo e linguista, studia quelle che considera incongruenze nell’interpretazione della storiografia ufficiale. Alla sua ipotesi ha dedicato pubblicazioni, tempo e energie. Se sostenuta da prove, la sua teoria stravolgerebbe la storia europea che va dall’VIII al IX secolo. Si è sempre ritenuto che Carlo Magno, di cui quest’anno corre il milleduecentesimo anniversario dalla morte, fosse seppellito nell’attuale città di Aachen, in Germania. Eppure la Aquisgrana citata dalle fonti storiografiche potrebbe trovarsi nelle Marche. Come per la nascita dei templari, ritenuta per secoli legata alla Francia ma ancora oggetto di studio per la sua possibile origine italiana, anche per il Re dei Galli potrebbe esserci un passato da riscrivere. E porterebbe la firma di archeologi campani.