Alla scoperta delle iniziative proposte per mantenere il distanziamento

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Le iniziative poste in essere per prevenire una seconda ondata di contagi sono tante ormai sia in Italia che nel mondo. L’obiettivo comune è quello di poter garantire alle imprese e ai cittadini di svolgere le azioni consuetudinarie, pur tutelando la propria salute.

Sul fronte tecnologico, allora, si lavora per portare il maggior numero di aziende online. In effetti non potrebbe essere diversamente, dal momento che il mondo digitale ha già rappresentano in fase critica un enorme supporto a numerose attività, dando loro l’opportunità di poter continuare a garantire i propri servizi anche a distanza.

Il primo hackaton italiano ha visto la premiazione di alcuni progetti, che rendono un servizio utile alla società attraverso il distanziamento. Il primo è il Voice Med, che include un sistema di autodiagnosi a distanza, in grado di individuare attraverso l’analisi di una registrazione vocale potenziali pazienti affetti da coronavirus.

Orainsieme, invece, è il progetto che mette in relazione gli utenti più anziani a quelli più giovani, mediante una piattaforma digitale, con l’obiettivo di generare sostegno e vicinanza tra pazienti che vivono nella stessa località.

Anche a Milano, architetti e designer italiani e stranieri hanno risposto alla richiesta proposta dal Comune di presentare idee che potessero favorire il distanziamento nei luoghi di lavoro, ma anche in altri contesti sociali. La creatività ha sposato il desiderio di dare un contributo concreto ed è così che sono stati presentati svariati progetti che ci permettono di riformulare il distanziamento sociale in nuovi termini. Per gli uffici è possibile pensare all’inserimento di barriere mobili, ma il distanziamento diventa anche vegetale se si pensa ai separatori con orti verticali.

Per evitare di utilizzare le mani si è proposto l’apriporta da gomito. La moda degli ultimi anni, che ha visto primeggiare i cappellini personalizzati, potrebbe arricchirsi con quelli freesbe distanziatori da adottare nei luoghi pubblici. Proprio in questi ultimi casi sarebbe da considerare anche il conta persone, per scongiurare il rischio di assembramenti. Allo stesso modo musei e altri luoghi di ritrovo pubblico dovranno continuare a fare i conti con una riorganizzazione degli spazi.

Mantenere il distanziamento, pur continuando a svolgere qualsiasi attività sembra davvero una grande sfida, che però gli addetti del settore sembrano aver accolto con grande entusiasmo.