All’altare con un velo di proiettili per ricordare i familiari uccisi. Lo stilista Molaro: E’ il nostro no alla violenza

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Domani, nella Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, Federica Colantuono dirà sì con un abito che è anche un manifesto: un velo carico di proiettili in bronzo per ricordare due tragedie che hanno segnato la sua vita e quella del futuro marito Emanuele Femiano.

La giovane, incinta di sette mesi, ha chiesto allo stilista Gianni Molaro di trasformare il dolore familiare in un simbolo da portare con sé all’altare.

Le due ferite della famiglia

Il primo lutto risale al 2018: Francesco Della Corte, zio di Federica e metronotte di 51 anni, venne aggredito da tre minorenni che volevano sottrargli la pistola. Rimase agonizzante per oltre mezz’ora prima del ricovero al Cardarelli, dove morì dopo giorni di coma. Da quella vicenda è nata l’associazione per la legalità “Progetto Franco”, creata dai familiari.

La seconda tragedia colpisce la famiglia dello sposo. Emiliana Femiano, sua nipote, fu uccisa nel 2010 a Terracina dall’ex compagno, già condannato per un precedente tentato omicidio nei suoi confronti. La giovane venne ritrovata in una pozza di sangue, vittima di decine di colpi.

Il velo con mille proiettili

Per raccontare queste ferite, Molaro ha ideato un velo ricamato con mille proiettili in bronzo fissati tramite catena nera. Al centro ha inserito un orsacchiotto decorato con cristalli trasparenti e micro-proiettili, un riferimento alla gravidanza di Federica e alla nuova famiglia che sta per nascere.

L’abito, inizialmente pensato come una sirena con sovragonna in mikado, è stato riprogettato per adattarsi alla gravidanza: una linea morbida, ricamata con migliaia di cristalli, completata da un gonnellone modificato con un cinturino che crea un profilo impero. Anche il velo tradizionale è stato rielaborato per ospitare l’orsacchiotto e i proiettili – tutti finti. Per acquistarli online, racconta lo staff, sono serviti diversi account perché le piattaforme non ne permettevano più di 300 per volta.

“Un no alla violenza”

Il nostro sarà un no alla violenza a 360 gradi – spiega Molaro – dalle guerre agli omicidi. Una sfida che ho raccolto con passione e che le mie sarte hanno seguito con entusiasmo. Non è un abito da sposa in più, ma un modo per trasformare in artigianato le emozioni di Federica”.

Lo stilista dei record

Molaro è noto per i suoi primati: nel 1993 realizzò un velo lungo 326,70 metri, poi un abito da sposa con gonna di dodici metri di diametro e, infine, il vestito più prezioso mai documentato, tempestato con settemila diamanti veri.