Allarme giustizia. Vice presidente Csm: Servono 1.200 magistrati

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“I miglioramenti ci sono, ma la positiva evoluzione delle performance è differenziata sul territorio nazionale. I dati ci dicono che i migliori uffici giudiziari italiani sono già oggi in linea con gli standard europei. Il che significa che è possibile vincere la battaglia dell’efficienza della giustizia civile nel nostro Paese”. E’ quanto afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. “La produttività dei magistrati – spiega – è positiva, seppur in lieve rallentamento. Ormai da anni vengono smaltiti più processi di quanti ne entrano. Ma il problema più rilevante è costituito dall’arretrato che, benché in riduzione, ancora oggi è di 4,4 milioni di cause”. “La stabilità della legislazione – continua Legnini – è necessaria per migliorare l’efficienza. Ma servono anche riforme organiche, a cominciare da quelle che attendono di essere approvate, come il processo civile e la legge fallimentare. Il percorso potrà essere ancor più virtuoso solo se si verificherà una combinazione tra buone riforme e loro stabilità nel tempo, più personale amministrativo e di magistratura e crescita della cultura dell’organizzazione degli uffici, obiettivo su cui il Csm sta producendo un grande lavoro”. “A fronte delle gravi carenze di personale e magistrati – aggiunge -, il ministro della Giustizia ha già disposto nuove assunzioni che bisogna completare e aumentare, immettendo giovani. Inoltre, mancano più di 1.200 magistrati, anche in virtù della norma di riduzione dell’età pensionabile. Occorrono concorsi straordinari”.