Alle origini del Parkinson Asse Neuromed-Cnr

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A cura di Cristian Fuschetto

Unire la potenza computazionale della genomica, l’avanguardia della modellistica cellulare e l’eccellenza della clinica e della genetica, nasce da queste premesse la nuova “Urt” (Unità di Ricerca presso Terzi) inaugurata ieri presso il Neuromed di Pozzilli (in provincia di Isernia) dall’Istituto di Genetica e Biofisica “A Buzzati-Traverso” del Cnr di Napoli. Scopo della collaborazione è la creazione di un polo specializzato nello studio dei meccanismi genetici e molecolari alla base del Parkinson, patologia che colpisce circa il 2 per cento della popolazione dopo i 60 anni, ed il 3-5% di quella superiore agli 85 anni. Una malattia molto difficile da affrontare sia dal punto di vista della diagnosi che del trattamento. “La malattia di Parkinson, per cui tuttora non esiste una cura ma solo trattamenti sintomatici – spiega Antonio Simeone, direttore dell’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr – è una patologia molto complessa ed eterogenea sia per la sua origine genetica che per la sua evoluzione clinica. Finora la ricerca di mutazioni genetiche specifiche ha prodotto risultati limitati, rendendo estremamente improbabile la diagnosi precoce della malattia, se non per un ristretto numero di forme familiari”. Il lavoro dell’Unità creata presso il Neuromed insiste proprio su questo aspetto avviando uno studio multidisciplinare focalizzato sulla ricerca di innovativi strumenti diagnostici partendo da una migliore comprensione della funzionalità del sistema dopaminergico, la parte specifica del sistema nervoso che viene colpita dalla malattia. Su questa base verranno realizzati nuovi nuovi protocolli per allargare la diagnosi della malattia ad una più ampia casistica di pazienti attualmente non diagnosticabile. In questo modo sarà possibile andare alle orgini del Parkinson per cominciare a incidere sulle cause e non più soltanto sulla sintomatologia. “L’ interazione tra Cnr e Neuromed – commenta Erberto Melaragno, presidente dell’istituto Neuromed – è un segnale forte dell’impegno che il nostro Istituto rivolge costantemente alla ricerca scientifica nella regione Molise. Il Neuromed è da sempre impegnato in ricerche avanzate nel campo delle patologie neurodegenerative, cosa che lo ha reso protagonista dello scenario scientifico a livello italiano e internazionale. È per questo motivo che abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto. La collaborazione tra le nostre due strutture, con il bagaglio di conoscenze che ciascuna porterà con sé, segnerà un momento importantissimo per il futuro della ricerca del Mezogiorno”. Da qualche tempo, sul Parkinson e su altre malattie neurologiche, tra cui Alzheimer e autismo, l’Istituto Neuromed può contare sulla consulenza speciale dello scienziato Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina per aver scoperto il virus dell’Aids. A fare da battesimo alla nuova struttura un convegno in cui ricercatori e intellettuali di grande prestigio hanno tracciato le nuove sfide delle neuroscienze in ambito medico e il loro impatto sulla società. A discuterne il genetista Edoardo Boncinelli, l’epistemologo e filosofo della scienza Gilberto Corbellini, Giuseppe Martini, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Alisei Scienze della Vita, Jacopo Meldolesi, dell’Unità di Neurobiologia Cellulare e Molecolare del Dipartimento di Biotecnologie dell’Ospedale San Raffaele, Ferdinando Nicoletti, responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed, e Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr.

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