Allentamento monetario, si parte: euro ai minimi

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A cura di Antonio Arricale Inizia oggi il piano di allentamento monetario da 1100 miliardi di euro della BCE. Gli acquisti che includono titoli di debito pubblico e privato – come ha A cura di Antonio Arricale Inizia oggi il piano di allentamento monetario da 1100 miliardi di euro della BCE. Gli acquisti che includono titoli di debito pubblico e privato – come ha precisato il presidente, Mario Draghi, a Cipro, giovedì scorso – saranno condotti sul mercato secondario da parte delle banche centrali nazionali, tramite controparti esistenti. Nella circostanza Draghi ha anche precisato che non saranno acquistati titoli con rendimenti inferiori a quelli dei tassi di deposito della BCE, vale a dire sotto lo 0,2%. E’ appena il caso di ricordare che 84 dei 346 titoli dell’Eurozone Sovereign Bond Index, potenzialmente oggetto di acquisto da parte della BCE, hanno tassi sotto zero, per cui non saranno oggetto di acquisti tramite QE, per il semplice fatto che gli acquirenti, se cedessero i titoli alla BCE, otterrebbero indietro di meno rispetto a quanto pagato per acquistarli e questo influirà sicuramente sul grado di liquidità del mercato obbligazionario, quantomeno quello europeo. Intanto, sul fronte del mercato valutario va detto che il rapporto euro-dollaro è scivolato al livello più basso dal 2003, da quando la BCE ha iniziato a preparare il terreno al lancio del QE, per stimolare l’economia dopo i crolli degli anni passati. L’euro è affondato del 3,1% per cento a 1,0844 dollari e ha toccato 1,0840 dollari, il livello più basso dal settembre 2003. E’ stata la terza perdita settimanale secca. La moneta europea è caduta contro la maggior parte delle altre monete, dopo l’annuncio del piano quantitativo di 1,1 trilioni di euro. Contro lo yen nipponico l’euro è sceso a 131 yen. Il Dollar Spot Index, che replica la valuta degli Stati Uniti contro il 10 cambi omologhi principali, è salito del 2,3% per cento a 1,198.93, il più alto livello dai oltre 10 anni. “Finché continuiamo a vedere una crescita più forte qui e non delle stesso tenore in Europa, penso che la spinta al dollaro rimarrà inalterata”, ha detto Kate Warne, strategist per gli investimenti a Edward D. Jones & Co, che gestisce 870 miliardi dollari. Borse asiatiche Borse asiatiche in calo questa mattina dopo il dato di venerdì sul mercato del lavoro statunitense, apparso superiore alle attese tanto da far temere un imminente rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,95% a 18790 punti mentre Seoul ha archiviato la seduta con una perdita dell’1%. Segno negativo anche ad Hong Kong che cede lo 0,26% mentre Shanghai si muove in contro tendenza e fa registrare un recupero superiore al punto e mezzo percentuale. Sul fronte macroeconomico da segnalare che l’Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato il dato relativo all’Economy Watchers corrente, sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in relazione all’attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori. Nel mese di febbraio la lettura segna un progresso a 50,1 punti da 45,6 di gennaio (45,2 punti in dicembre e 41,5 in novembre), contro attese degli economisti per 46,7 punti. Rimane per il secondo mese consecutivo sopra alla barriera di 50 punti (c he separa ottimismo da pessimismo) la componente in prospettiva del sondaggio: l’outlook è infatti migliorato a 53,3 punti in febbraio da 50 di gennaio (46,7 punti in dicembre e 44,0 in novembre), contro 50,2 del consensus. Il ministero delle Finanze giapponese ha comunicato che il surplus delle partite correnti si è ridotto a circa un terzo in gennaio a 61,4 miliardi di yen contro 187,2 miliardi di dicembre (433,0 miliardi e 833,4 miliardi i dati relativi, rispettivamente, a novembre e ottobre), contro attese degli economisti per 270,4 miliardi. Il deficit della bilancia commerciale è tornato a crescere a 864,2 miliardi di yen in gennaio da 395,6 miliardi di dicembre (636,8 miliardi in novembre), contro attese degli economisti per 936 miliardi. L’import è cresciuto in dicembre dell’8,9% su base annua contro il progresso del 15,3% segnato dall’export. Il surplus delle partite correnti rettificato su base stagionale è cresciuto a 1.058,1 miliardi di yen in gennaio, contro 852,8 miliardi in dicembre, a fronte di attese per 1.179,6 miliardi di yen. Nel quarto trimestre il prodotto interno lordo del Giappone è cresciuto dell’1,5%, contro il 2,2% atteso in media dagli economisti e della lettura preliminare di metà febbraio e il calo del 2,3% registrato nel terzo trimestre. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, il Pil trimestrale annualizzato segna un incremento dello 0,4% contro lo 0,5% del consensus e lo 0,6% della lettura preliminare (nel terzo trimestre il dato aveva fatto segnare un declino dello 0,6%). Rivista al ribasso la spesa delle aziende, in calo dello 0,1% su base trimestrale da un progresso dello 0,2% e contro l’incremento dello 0,1% del precedente periodo. Meglio delle attese, invece, i consumi privati, cresciuti dello 0,5% contro il declino dello 0,1% del terzo trimestre e a fronte di stime per un progress o dello 0,3%. Infine in Cina secondo i dati diffusi domenica dalla General Administration of Custom (l’autorità delle dogane cinesi), in febbraio il surplus della bilancia commerciale è salito a nuovi massimi storici a 60,60 miliardi di dollari da 60,03 miliardi di gennaio (49,61 miliardi in dicembre) e a fronte di attese degli economisti per 10,80 miliardi di dollari. Nel mese l’export è balzato del 48,3% su base annua contro il 14,2% del consensus di Thomsons Reuters. In calo del 20,5% invece le importazioni, contro attese per un declino del 10%. Borsa Usa Wall Street ha archiviato l’ultima seduta della settimana scorsa in netto ribasso nonostante i buoni dati sull’occupazione statunitense. L’indice Dow Jones ha perso l’1,54% a 17.856,78 punti, l’S&P500 è arretrato dell’1,42% a 2.071,26 punti mentre il Nasdaq si è attestato a 4.927,37 punti in calo dell’1,11%. A febbraio i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 295 mila unità, meglio delle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 240 mila impieghi. Il tasso di disoccupazione è sceso lievemente al 5,5%, a fronte del 5,6% atteso. I dati positivo aumentano le possibilità di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed prima del previsto. Europa I listini europei hanno chiuso l’ultima seduta dell’ottava poco mossi, lo scorso venerdì, non lontani dalla parità. Finale di settimana in territorio positivo per il Dax (+0,41% a 11.550,97 punti), parità per il Cac40 (+0,02% a 4.964,35), lieve segno meno per l’Ibex (-0,29% a 11.091,9) e rosso dello 0,71% del Ftse100 (6.911,8 punti). Italia Piazza Affari ha chiuso in moderato rialzo diminuendo i guadagni nell’ultima parte di seduta in scia all’andamento negativo di Wall Street. L’euro ha aggiornato i minimi da oltre undici anni sul dollaro, scendendo sotto quota 1,09, mentre lo spread si è portato a 90 punti base. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,16% a 22.436 punti. Tra le banche balzo di Montepaschi che ha chiuso con un progresso del 4,42% a 0,59 euro. Acquisti anche sugli altri titoli del settore: Banco Popolare ha guadagnato l’1,02% a 13,79 euro, Popolare di Milano il 2,12% a 0,865 euro, Intesa SanPaolo lo 0,33% a 2,96 euro, Ubi Banca l’1,33% a 7,21 euro, Unicredit lo 0,82% a 6,12 euro. Nel comparto del lusso Moncler ha proseguito il rally con un rialzo del 3,51% a 15,32 euro, mentre Yoox (+4,25% a 20,56 euro) ha iniziato la copertura sul titolo con giudizio buy e target price fissato a 24,50 euro. WDF (-0,27% a 10,71 euro) cauta in scia alle indiscrezioni della stampa nazionale secondo cui sarebbero tre i gruppi in trattative con la famiglia Benetton per l’acquisto del retailer aeroportuale italiano: la svizzera Dufry, la francese Lagardere e la coreana Lotte. Fuori dal paniere principale da segnalare il balzo di Mondadori (+7,49% a 1,041 euro) dopo che il Cda di Rcs ha concesso alla casa di Segrate un periodo in esclusiva fino al 29 maggio 2015 per l’acquisizione di Rcs Libri.


I dati macro attesi oggi Lunedì 9 marzo 2015 *GIAPPONE 00h50 – bilancia commerciale gennaio (precedente: -660,7 mld) – Pil 4* trim. def. (precedente: -1,9% t/t annualizzato; preliminare: +2,2% t/t annualizzato; consenso: +2,2% t/t annualizzato) *GERMANIA 08h00 – bilancia commerciale gennaio (precedente: 21,8 mld euro) *Usa 15h00 – indice Fed Lmci febbraio (precedente: +4,9 punti) *La Bce dà avvio al QE *Alle 02h00 è atteso il discorso di Nakaso (BoJ) *Alle 15h00 è attesa la riunione dell’Eurogruppo *Alle 15h30 la Bce comunica l’ammontare di acquisti settimanali di covered bond e Abs *Alle 18h05 è atteso il discorso di Kocherlakota (Fed) *Alle 19h25 è atteso il discorso di Mester (Fed) su economia e politica monetaria