Allora ne scrisse Tacito, ora se ne occupa Italo

Nel primo secolo dell’Era Cristiana, l’Impero Romano continuò l’opera di acquisizione manu militari di altre province d’oltreconfine, in prevalenza limitrofe o quasi. Sul finire di quel secolo, mentre le legioni dell’Impero completavano l’opera di annessione dello Stato appena conquistato, l’autore romano di opere letterarie Tacito si dedicò a descrivere persone e cose della nuova conquista. L’opera, ancora oggi in sintesi denominata “Germania”.

Con un salto di venti secoli, attualmente un altro escursionista, per quanto sui generis del Bel Paese, sta per partire, questa volta su binari, per superare le Alpi e percorrere, da sud a nord e da ovest a est, il territorio di quel Paese che, fino a qualche tempo fa, era considerato “la locomotiva d’Europa”. Raggiungerà località strategiche di quella nazione, le cui attività produttive, seppure con performance meno sostanziose di un tempo, restano il punto di riferimento del Vecchio Continente per il resto del mondo. L’effetto che avrà l’incremento di relazioni per entrambi i Paesi non potrà che essere di notevole rilevanza positiva, con buona probabilità più nel medio termine che nell’immediato. Il motivo principale di tale sfasatura è che anche iniziative di tale importanza risentono degli effetti derivati conseguenti ai conflitti in corso.

Si aggiunga che la parte a nord-est del Paese, che in parte diviso in due da vicende postbelliche è ritornato da non molto un tutt’uno, è oggi ancora attrattiva per l’interesse di investitori di ogni specie. Ultimo richiamo per l’attenzione, sebbene solo in ordine casuale, è la vicinanza dell’Ucraina, che, si spera presto, dovrà essere ricostruita.

Dulcis in fundo, l’italiana MSC, proprietaria di Italo, ha ordinato 26 convogli, che in Italia ormai sono più che conosciuti, alla tedesca Siemens, per un controvalore di tre miliardi di euro. E questo accordo non deve essere considerato un comportamento di quelli che si usano per la captatio benevolentiae. È il “geniaccio” italico che, se ben indirizzato, dà risultati notevoli.

Per finire, a Roma, sul frontale del Palazzo della Civiltà e del Lavoro, tra le altre capacità degli Italiani, sono citate anche quelle di saper navigare. A quell’epoca, per gli spostamenti lunghi verso località raggiungibili anche per le vie d’acqua, il mezzo più usato era la barca, quando volare non era ancora routine.