Almaviva annuncia 3mila tagli, di cui 400 a Napoli. Governo in campo: L’azienda ritiri i licenziamenti

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S’infiamma la vertenza Almaviva. Il gruppo, che gestisce servizi di call center per conto di diverse società, ha annunciato quasi 3 mila esuberi. Il grosso a Palermo, 1.670; il resto a Roma (918) e a Napoli (400). I sindacati sono sul piede di guerra, i dipendenti nel panico. L’azienda si dice costretta alla riorganizzazione da una crisi strutturale dei call center in un mercato dominato da ‘fattori distorsivi’. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, parla di “dramma senza precedenti“. Il governo Renzi è “preoccupato“. Ed il vice ministro per lo Sviluppo, Teresa Bellanova invita “l’azienda a fermarsi“. “Chiediamo una moratoria immediata dei licenziamenti annunciati“, avverte; “il governo ha messo a disposizione ammortizzatori sociali fino al 2017 e soluzioni per dare una decisa sterzata al settore. Ho convocato tutte le imprese committenti chiedendo il rispetto dei contratti di lavoro nei bandi. Almaviva sta ignorando tutto questo scegliendo la strada più facile e drammatica“. “I soldi ci sono“, insiste il vice ministro, “per affrontare le criticità del settore e c’è un tavolo riconvocato con le parti sociali per il 18 aprile: tutte cose che sanno anche i manager di Almaviva”.

Il countdown è cominciato: la procedura si chiuderà tra 75 giorni. A Palermo è scattata immediata la protesta, da domani davanti la sede ci sarà un presidio permanente di lavoratori. Almaviva, riferiscono i sindacati al termine di una riunione fiume, sottolinea perdite per un milione di euro al mese nei tre siti di Palermo, Roma e Napoli. Per l’azienda “è l’effetto di una crisi sistemica che sta attraversando l’intero settore dei call center in Italia, dove il mercato è dominato da fattori distorsivi della concorrenza”. Per l’amministratore delegato di Almaviva Contact, Andrea Antonelli, “alle condizioni attuali riteniamo ineluttabile avviare una necessaria riorganizzazione dell’attività industriale, anche in relazione agli obblighi in capo agli amministratori e alla tutela del perimetro occupazionale dell’intero gruppo“. Ma per i sindacati il punto di partenza per trattare è il ritiro dei licenziamenti. In campo anche Enel, uno dei committenti di Almaviva, secondo cui “la quota di sua competenza riguarda soltanto una parte delle attività totali che insistono sul sito di Palermo e che comunque il contratto in essere non scadrà prima di dicembre 2016“. “Enel ha già comunque avviato un dialogo con i fornitori di servizi, le istituzioni competenti e con il governo per risolvere eventuali difficoltà, in uno spirito di collaborazione fattiva“, chiarisce il gruppo elettrico. A Palermo Almaviva occupa 4.500 operatori, fino a qualche giorno fa aveva la sede legale nel capoluogo siciliano. Due settimane fa ha deciso di trasferirla a Roma, mentre le due sedi si sono ridotte a una soltanto. Altri 1.500 dipendenti, invece, lavorano a Catania.