Alopecia, in Italia colpisce 4 uomini su 10. Il trapianto una soluzione

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MILANO (ITALPRESS) – La maggior parte degli adulti perde in media dai 75 ai 100 capelli al giorno: si tratta di un processo naturale per il quale alcuni capelli cadono mentre altri crescono. Finchè questo turnover rimane bilanciato, il numero di capelli sul cuoio capelluto rimane costante, il discorso cambia quando si notano assottigliamenti e diradamenti. La grande maggioranza dei casi di perdita dei capelli è determinata da alopecia androgenetica o calvizia di tipo maschile e la propensione alla perdita di capelli è ereditaria e inizia a manifestarsi nei maschi dopo la pubertà. Pertanto, se i capelli sono geneticamente predisposti a cadere, cadranno. Al termine del completo sviluppo sessuale, nella parte superiore del capo inizia a manifestarsi una riduzione del diametro e del ciclo vitale dei capelli. Al contrario, i capelli sulle regioni posteriore e laterali sono geneticamente permanenti e destinati a rimanere stabili per tutta la vita. La perdita capelli, inoltre, non è solo un problema al maschile: negli ultimi anni un numero crescente di donne presenta capelli più sottili e radi, soprattutto per via dell’assunzione di farmaci, a causa di disturbi tiroidei, della mancanza di ferro o dello stress. Sono questi alcuni dei temi trattati dal professor Piero Rosati, professore a contratto di chirurgia plastica presso l’Università degli Studi di Ferrara, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
“In Italia le persone affette da alopecia androgenetica sono circa il 39% degli uomini e il 13% delle donne, non sono pochi ma ci sono paesi in cui ce ne sono di più, mentre quelli che perdono meno capelli sono i cinesi, con una percentuale che si attesta a circa al 20% – ha esordito – Questo è determinato dalla storia genetica di quel popolo, da un diverso grado di metabolizzazione e di testosterone. Per i cinesi è una malattia quasi rara, per noi quasi normale. Una buona igiene del cuoio capelluto è sicuramente importante – ha aggiunto il professore, soffermandosi poi sugli errori più comuni nella cura dei capelli – L’iter del paziente che si avvicina al prodotto per capelli è tortuoso, si parte dal barbiere che dà una lozione, il paziente vede che non funziona e quindi va dal farmacista, che gliene dà un’altra anche quella non funzionante. La prima cosa da fare è invece andare dal dermatologo”.
Rispetto a quella tradizionale, l’alopecia areata è una patologia decisamente più seria e invalidante: “E’ una malattia autoimmune e colpisce in egual misura uomini e donne, può colpire anche i bambini e spesso è correlata allo stress importante – ha spiegato Rosati – Compare all’improvviso, per un motivo traumatico: si cominciano a manifestare chiazze rotonde, i capelli vengono via a ciuffi, il paziente si allarma e corre dal dermatologo. Fatta la diagnosi, il problema è la terapia: non ce ne sono molte. L’unica terapia esistente è di immunosoppressione con cortisone, ma non la condivido”.
La soluzione, a questo punto, è spesso quella del trapianto, di cui il professor Rosati è tra i massimi esperti in Italia: “Noi non facciamo miracoli con la chirurgia, tendiamo a migliorare, tutto in funzione dell’aspettativa del paziente e della situazione anatomica – ha aggiunto – L’autotrapianto di capelli è cosa giusta, ma se fatta al momento opportuno, con la tecnica corretta e da un chirurgo esperto, che sappia prevedere cosa potrebbe accadere in futuro”.
“La tecnica Fut è il gold standard, è la tecnica che io attuo regolarmente e che ritengo essere la migliore – ha raccontato – Questa tecnica ci permette di avere il massimo del numero di capelli e il massimo della percentuale di sopravvivenza capelli, fino al 97%. Inoltre, non ci costringe ad avere terapie post intervento di tipo farmacologico, perchè questi capelli rimangono a vita. Io e i colleghi operiamo i figli dei padri operati 35 anni fa, è una chirurgia conservativa che consente di far rimanere a vita il follicolo”.
Scetticismo, invece, per i servizi offerti da altri paesi, come per esempio la Turchia, spesso a prezzi allettanti: “Ritengo che di chirurghi bravi possano essercene anche in altre parti del mondo – ha precisato Rosati – In Turchia c’è sì una commercializzazione dei trapianti, ma parliamo di tecniche non al gold standard e che non vengono adoperate sempre da un medico, ma da ragazzine non specializzate che strappano e mettono capelli”.
La chiosa è sui consigli per scongiurare o rimandare la caduta dei capelli: “E’ importante evitare di stressarsi, più ci si stressa e più cadono i capelli, più cadono i capelli e più ci si stressa. Bisogna stare attenti al dottor Google, dà spesso informazioni menzognere e illusorie – ha concluso – E consiglio di sentire chi c’è già passato, per poi rivolgersi a un medico o al dermatologo di fiducia”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).