“Alta quella bandiera!”: a Villa Giulia il ricordo di Antonio Rastrelli tra memoria e impegno civile

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Un momento di alto valore civile e di memoria collettiva. E’ “Alta quella Bandiera!”, l’evento-ricordo dedicato ad Antonio Rastrelli, a sei anni dalla sua scomparsa e nel ricordo dei trent’anni trascorsi dalla sua esperienza alla guida della Regione Campania.
Promossa dalla Fondazione Giorgio Almirante con Giuliana De’ Medici e dall’Associazione Ortocrazia, guidata da Alfonso Gifuni, l’iniziativa ha visto il salone all’aperto dei Giardini di Villa Giulia a Sant’Anastasia (Na) gremito di esponenti politici, militanti ed amici dell’ex governatore campano. “La sentita affluenza di oggi – ha sottolineato Gifuni – dimostra quanto Antonio Rastrelli, che ebbe a meritarsi dai suoi avversari politici l’appellativo di Presidente Galantuomo, sia rimasto nel cuore di chi ha creduto nella sua idea di politica come servizio e responsabilità”.
Tra i presenti, oltre agli organizzatori, il figlio Sergio Rastrelli, oggi senatore di Fratelli d’Italia, diversi parlamentari campani del partito di Giorgia Meloni e non solo, Massimo Magliaro e l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha ricordato: “Antonio Rastrelli, e Sergio ne è il suo degno erede, è stato un uomo delle istituzioni e un politico di profonda coerenza. In tempi difficili ha saputo difendere i valori in cui credeva, senza mai rinunciare alla sua signorilità”, ricordando come nello stesso tempo fosse anche uno straordinario intellettuale, dotato di straordinaria cultura, capace di andare in profondità nell’analisi dei fatti storici e culturali.
Particolarmente toccante l’intervento di Sergio Rastrelli, che ha richiamato il significato profondo del titolo scelto per l’iniziativa: ““Alta quella Bandiera” non è solo uno slogan, ma il lascito di una storia politica e umana. Mio padre lo pronunciò per ricordare a tutti che la fedeltà ai valori e l’onore delle istituzioni non devono mai abbassarsi, anche nei momenti più difficili. È questo l’insegnamento che resta vivo e che oggi vogliamo tramandare”.
Principi, questi, ribaditi nei diversi interventi. “Non era solo un riconoscimento formale – ha detto Giuliana De’ Medici – ma il segno di un rispetto trasversale, guadagnato giorno per giorno con il rigore morale e l’umanità dei suoi comportamenti. Chiediamoci come mai a distanza di sei anni il popolo di destra sente il bisogno di ricordare Antonio Rastrelli”.
Il filo conduttore della serata è stato quello della “memoria attiva”. Come hanno ribadito gli organizzatori, “il sacrificio, l’esempio e la signorilità di Antonio Rastrelli non devono restare relegati al passato, ma continuare a illuminare il cammino di una politica che vuole essere seria, credibile, popolare e radicata nei valori”.
Il clima dell’incontro è stato intenso e partecipato: momenti solenni di commemorazione si sono alternati a ricordi personali e aneddoti, restituendo l’immagine di un uomo capace di conciliare fermezza e mitezza, passione e rispetto e soprattutto – come ha ricordato Massimo Magliaro come il principio dell’onestà fosse il tratto distintivo e imprescindibile degli uomini e delle donne missine.
“Uomo di poche ma garbate parole, concreto, essenziale – ha ricordato Michele Schiano che ebbe a conoscerlo quando era sindaco di Qualiano – Antonio Rastrelli è riuscito insieme alla sua comunità a dare una impronta straordinariamente nobile all’istituzione regionale”
Così, nella cornice di Villa Giulia, il ricordo si è trasformato in un impegno condiviso: non soltanto omaggio a un protagonista della storia politica campana e nazionale, ma occasione per rilanciare i valori di cui Antonio Rastrelli resta ancora oggi simbolo.