Alternative credito Pmi
Campagnola: le opzioni

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Private equity, minibond, crowd funding: sono solo alcune delle alternative al canale bancario per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno. A proporre una visione omogenea Private equity, minibond, crowd funding: sono solo alcune delle alternative al canale bancario per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno. A proporre una visione omogenea delle possibilità offerte alle pmi è Aldo Campagnola, presidente di Eurodefi, il più longevo network di legali e di commercialisti d’affari che sceglie Napoli per fare il punto su politiche monetarie, accesso al credito e strumenti alternativi. Tra i temi che saranno al centro del dibattito, mercoledì 25 febbraio, la disomogenea determinazione del rating da parte dei diversi istituti bancari. “Ogni banca ha il suo metodo per classificare le aziende da finanziare – spiega Campagnola -: ci vorrebbe una uniformità di scala. Il denaro costa di più per le aziende del Sud e gli amministratori sono disorientati. Opzioni alternative, comunque, esistono e si differenziano anche in base al tipo di impresa. Il crowd funding per le start-up, venture capital fino a ipotesi di accesso a quotazioni in Borsa sul mercato Aim Italia, pensato appositamente per le piccole e medie imprese, per le società più sviluppate. Altra fonte è rappresentata dai minibond, ma questo tipo di obbligazione per le pmi a caccia di liquidità presenta costi ancora onerosi”. Una sorta di guida nella quale sarà più facile districarsi, grazie alla tavola organizzata da Eurodefi in collaborazione con l’Aira Associazione italiana Rating advisory, Lions International, Rotary International e Commissione Finanza e Mercati Finanziari dell’Ordine dei Commercialisti. “Occorre anche più attenzione da parte degli organismi di vigilanza affinché la liquidità che la Banca centrale europea garantisce alle banche venga effettivamente investita nelle aziende – prosegue Campagnola – e non in Bot e Cct, come spesso avviene. L’intervento dello stato è ancora necessario”. Quella della liquidità per le aziende è una questione più che mai attuale e l’evoluzione passa anche attraverso la figura del rating advisor, consulente estero all’impresa che può essere d’ausilio nella comunicazione con le banche, nel miglioramento del rating e per cogliere in modo più efficace le opportunità di mercati finanziari. Un commercialista specializzato che fa da punto di contatto tra il mondo delle Pmi e i partner finanziari.“L’Associazione italiana Rating advisory – spiega il presidente Mario Bowinkelè stata pioniera nella formazione in questo campo: il nostro master dedicato a questa figura professionale è alla terza edizione e tra gli iscritti ci sono anche rappresentanti di aziende regionali di rilievo”. Al confronto napoletano con Eurodefi e Aira spazio aperto a tutti i punti di vista: tra le istituzioni rappresentate, la Borsa Italiana, banche, imprese e università.