Altragricoltura, Fabbris: Su brucellosi e tbc la Regione Campania si muove ma nella direzione peggiore

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in foto Gianni Fabbris

“Nonostante la gravità dei fatti emersi con la diffusione dei dati sugli arbitrari abbattimenti di oltre 100mila bufale casertane sane e malgrado la nostra pubblica diffida inoltrata al ministro Speranza a lasciar proseguire le attività di devastazione del piano di eradicazione della brucellosi e della tubercolosi bufalina della Regione Campania, l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo fa sapere che di fatto non ci sarà nessun ripensamento sul piano di soppressione dei capi bufalini casertani e che, bontà sua, avrà modo di ascoltare comunque allevatori e sindaci del territorio. A questo punto, se l’Assessore vuole davvero confrontarsi, parta dalle risposte che deve a quei numeri che ben conosce e che raccontano di massacri gratuiti di bufale e aziende zootecniche sane, cominci a ritirare le deleghe a chi ha fallito fin qui a partire da quella dei vertici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e accetti l’invito a partecipare ad un pubblico incontro in una delle sale consiliari nelle quali è stato invitato da più Sindaci piuttosto che convocare tavoli separati su ordini del giorno surreali finalizzati semplicemente a legittimare lo sterminio compiuto”.
Lo afferma Gianni Fabbris a nome della presidenza nazionale di Altragricoltura annunciando ulteriori iniziative a tutela delle mandrie di Bufala, degli allevatori, dei trasformatori artigianali, del territorio e del Patrimonio nazionale della Bufala.
“Personalmente – aggiunge Fabbris – sono scettico: l’assessore Caputo conosce fin troppo bene i dati emersi dalle indagini connesse alla nostra iniziativa in sede penale e ben poco interesse avrebbe a confrontarsi sul perché e a chi ha giovato realmente abbattere 140.000 capi di cui solo l’1,4% è risultato positivo alla brucella, a chi ha giovato far chiudere dunque oltre 300 aziende, a chi sia servito il dover lungamente attendere lo stop del Consiglio di Stato ai discutibili metodi diagnostici adottati per giustificare un vero e proprio massacro di animali e, infine, per quale ragione si siano volute ignorare le indicazioni di autorevoli uomini di scienza che da anni indicano le alternative fondandole sul piano di vaccinazione”.
“In queste ore – rende noto Fabbris – insieme al SIAAB stiamo presentando formale denuncia alla Corte dei Conti perché vengano accertate responsabilità (personali e collettive) in ordine ai danni procurati alle casse pubbliche per effetto dell’applicazione della irresponsabile e inutile campagna di abbattimenti ed una ulteriore diffida, questa volta direttamente alla regione Campania, a proseguire oltre dopo che sono emersi i dati del fallimento”.
“Se con le azioni legali lo scaricabarile non potrà continuare – conclude – non ci fermeremo qui e già nei prossimi giorni renderemo pubbliche ulteriori iniziative forti sul piano sociale, sindacale e politico, anche sul piano nazionale e internazionale, mentre sono in corso confronti di merito per rafforzare l’unità e l’allargamento del movimento per salvare dalla speculazione e dalla irresponsabilità il grande patrimonio della Bufala Campana, strategico per tutto l’agroalimentare nazionale”.