Altroconsumo: “Bene apertura istruttoria Antitrust su farmaco Leadiant”

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Roma, 16 ott. – (Adnkronos) – L’Agcm apre l’investigazione sul caso Cdca Leadiant, farmaco per la cura della xantomatosi cerebrotendinea, una rarissima malattia metabolica cronica, per cui il farmaco è indispensabile, salvavita, senza sostituti. Lo rende noto Altroconsumo che aveva segnalato l’azienda per abuso di posizione dominante sul mercato italiano.

Cdca Leadiant è un farmaco a base di acido chenodesossicolico: non si tratta di un farmaco nuovo o innovativo ma anzi è un vecchio farmaco, in commercio fin dagli anni ‘70 in varie formulazioni indicate formalmente per la cura dei calcoli biliari. Ma i medici l’hanno sempre usato con profitto (off-label) anche per la cura della rarissima xantomatosi cerebrotendinea. Una cura economica e molto utile per i pazienti.

Nel tempo, però, i vari produttori hanno smesso di commercializzarla, lasciando Leadiant (ex-Sigma-tau) unica azienda sul mercato. E dopo aver ottenuto la denominazione come farmaco orfano ¬(cioè, farmaci per malattie rare) e l’approvazione per il trattamento della xantomatosi, Leadiant ha gonfiato il prezzo di 500 volte.

Secondo i calcoli di Altroconsumo, Leadiant ha acquistato i dati clinici da due ospedali pubblici (uno olandese e uno italiano) per circa 616.000 euro. Questo importo totale è considerabile come l’unico esborso sostenuto per la parte di “sviluppo clinico”. Oggi il Cdca Leadiant costa circa 17.000 euro a confezione, quasi 190.000 euro all’anno per paziente (si conta che in Italia ci siano una trentina di pazienti).

Se si vogliono curare i pazienti, però, non si può fare altro che acquistare il farmaco Leadiant perché la formulazione galenica da parte dell’ospedale non è possibile, visto che la materia prima di buona qualità non gli viene più fornita.

“Siamo orgogliosi che la nostra segnalazione sia stata di impulso all’apertura dell’istruttoria e speriamo che al più presto il procedimento sia chiuso con la condanna di Leadiant e che si arrivi ad una riduzione del prezzo del farmaco, oggi ingiustificato. – dichiara Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne Altroconsumo – Abbiamo più volte sottolineato quanto il livello dei prezzi nel farmaceutico sia diventato insostenibile, a maggior ragione in questo caso in cui l’azienda non ha sostenuto particolari costi di sviluppo, essendo il farmaco già in uso da tempo.”.

L’iniquità del prezzo -sottolinea Altroconsumo- è dimostrata anche dal confronto con i prezzi al pubblico delle specialità medicinali disponibili in Italia e all’estero aumentato 500 volte rispetto a circa 5-10 anni fa e 100 volte più costoso del galenico in Belgio.

Denunciare all’Autorità garante della concorrenza e del mercato potenziali situazioni di abuso di posizione dominante, dimostrando l’iniquità del prezzo praticato, è lo scopo di un progetto che Altroconsumo e Test-Achats (organizzazione dei consumatori belga) stanno portando avanti con il supporto di Open Society Foundations.