Alzheimer, scende in campo l’Unione Musicisti e Artisti

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di Francesco Bellofatto

La musica come mezzo per la stimolazione e lo sviluppo di funzioni quali l’affettività, la motricità, il linguaggio. Se volete far ricordare ai pazienti con Alzheimer delle informazioni, provate a cantarle: le memorizzeranno meglio.

Da questa considerazione, avvalorata da numerose ricerche e test internazionali, parte il progetto “Musica e Alzheimer”, promosso dall’Unione Musicisti e Artisti Italiani con il contributo della Fondazione Banco di Napoli. La Campania è una delle regioni maggiormente interessate da questa patologia: pur non esistendo uno specifico osservatorio epidemiologico, alcune analisi stimano in oltre 100mila le persone in regione affette da Alzheimer.

Il progetto prevede incontri musicali, sia strutturati che liberi, con esperienze creative. Tra queste il canto, l’ascolto di brani musicali, l’associazione musica/movimento (dal rilassamento fisico, ai gesti liberi o strutturati in sequenze ritmiche, al ballo libero e alle danze popolari) l’improvvisazione strumentale.

“In Campania esiste un solo Centro pubblico di assistenza per i malati e di indicazioni e orientamento per le famiglie e i caregivers – sottolinea Franco Branco, presidente dell’Unione Musicisti e Artisti -. Il nostro obiettivo, oltre ad affermare la Musicoterapia come forma di supporto assistenziale e di relazione, intende sviluppare ‘best practices’ per una rete tra associazioni, volontariato e strutture pubbliche e private”.

Tra i primi a mostrare un forte interesse per il progetto l’Azienda Ospedaliera dei Colli, con il Dipartimento Orto-Neurologico e CTZ del Cto, diretto dal Dott. Bruno Ronga, e l’Associazione di volontariato Koinè – Insieme con l’Ammalato.

Il percorso si articola in una serie di laboratori – incentrati sulla musica come fattore stimolante della memoria e come espressione condivisa – e di concerti, dove il pubblico è chiamato a partecipare attivamente a cantare o eseguire ritmi appresi nella fase laboratoriale.

Gli incontri-laboratorio sono affidati ad una piccola equipe di esperti, con un chitarrista, un facilitatore e un terapeuta esperto, per azioni di animazione da effettuare secondo un calendario periodico presso Hospice, Centri specializzati delle Asl e Case di cura convenzionate.

“Il percorso di supporto attraverso la musicoterapia, condiviso con i responsabili sanitari delle strutture – prosegue Branco -, prevede una serie di interventi ed un concerto collettivo finale con la partecipazione di tutti i pazienti che hanno seguito le attività”.

Il progetto punta al recupero di alcune delle facoltà inibite dall’Alzheimer, favorendo le reazioni comportamentali (sorriso, movimenti corporei) rafforzando l’attenzione e la prontezza, con importanti cambiamenti nella qualità della vita (rafforzamento della fiducia in sé, voglia di vivere, vitalità, socializzazione), facilitando l’interazione e lo sviluppo di contatti sociali, l’espressione dei sentimenti e un maggiore coinvolgimento con l’ambiente circostante e consapevolezza.

“Vogliamo sviluppare un ampio confronto su questi temi – conclude Franco Branco – per sostenere percorsi condivisi sulle modalità di assistenza, anche domiciliare, basate sulla musicoterapia. Il nostro progetto e le modalità di intervento si inseriscono in un auspicato potenziamento della rete dei servizi e degli interventi a sostegno del malato e dei caregivers”.