Ambiente, il giallo dei dischetti di plastica sulle spiagge tirreniche: indaga la Guardia costiera

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Sono ormai migliaia, diverse migliaia, dalla Toscana al Lazio, alla Campania, e ancora non si ha certezza sulla loro natura, sebbene tutto lasci pensare che si tratti di materiale plastico. Tutti della stessa forma, tutti dischetti traforati, come fossero dei filtri. Per esempio come quelli per le cialde di caffe’ o similari, o una sorta di guarnizione per tubazioni o apparecchiature. C’e’ allarme per questa presenza insolita sulle spiagge tirreniche, ed e’ ancor piu’ forte l’allarme perche’ appare evidente ed anche scontato che questo mare di dischetti vi e’ arrivato fin li’ solo…via mare. Puo’ darsi che qualche nave mercantile sulla rotta tirrenica abbia perso un carico, un container. E capire se sia avvenuto lungo una rotta da nord a sud o viceversa puo’ essere utile alle indagini che il Comando generale della Guardia costiera e delle Capitanerie di porto sta conducendo attraverso le sue strutture territoriali nelle regioni interessate. Il tutto mentre tra gli operatori del settore turistico cresce l’allarme: non si sa da dove provengano ne’ come potranno essere rimossi – e da chi, poi – queste centinaia e centinaia di migliaia di dischetti-filtri dalle spiagge toscane, laziali e campane. Con evidenti timori per l’ambiente, ma anche per l’aspetto economico legato alla risorsa mare-spiaggia. Segnalazioni preoccupanti arrivano in tal senso da Feniglia (in Toscana), Torvajanica, Lavinio, Anzio, Sperlonga, Sabaudia, nel Lazio.