Ambiente, l’area marina protetta di Gaiola come best practices all’European Youth Event 2018

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L’ area marina protetta di Gaiola arriva al Parlamento Europeo attraverso i risultati raggiunti dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus. Infatti, nei giorni 1 e 2 Giugno 2018 il team Re-Generation (Y)outh rappresenterà l’Italia all’European Youth Event 2018 presso il Parlamento Europeo a Strasburgo, un forum internazionale per giovani provenienti da ogni parte d’Europa. Obiettivo del progetto è quello di offrire una testimonianza italiana all’interno dello scenario europeo.
Le buone prassi e le molteplici esperienze compiute nel Bel Paese giocheranno difatti un ruolo attivo nello scambio internazionale e interdisciplinare dell’EYE 2018. “Nel panorama campano, Silvia Parlato, giovane laureata in Giurisprudenza porterà l’esempio di riqualificazione dal basso sviluppato dal Csi Gaiola Onlus, dove attualmente ha scelto di svolgere il suo tirocinio formativo – spiega il direttore del Csi Gaiola Onlus Maurizio Simeone – quotidianamente miriamo a stimolare la presa di coscienza su tale problematica partendo proprio dalle nuove generazioni con attività di educazione ambientale. Un lampante caso di rigenerazione: dove prima regnava solo degrado e abbandono adesso è stata istituita l’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola ed un centro di che si occupa di protezione ambientale, ricerca e divulgazione scientifica”.
“Sul tema della – continua Simeone – la principale problematica dell’inquinamento marino (marine letter) è rappresentata dal materiale plastico abbandonato o perso in ambiente marino e costiero e quelli che dispersi sulla terra ferma, raggiungono il mare attraverso i fiumi, il vento, le acque di dilavamento e gli scarichi urbani (fogne). Per risolvere questa problematica bisognerebbe agire a livello normativo per limitare o escludere l’utilizzo di tali materiali e parallelamente implementare il riciclo e il riuso e puntare sull’utilizzo di nuovi materiali ecocompatibili. Fondamentale inoltre è l’attività di sensibilizzazione al problema, promossa principalmente dalle realtà locali”.
Il gruppo di lavoro è formato da tredici giovani donne under 30, provenienti dal Meridione e afferenti ad ambiti professionali e accademici eterogenei. Il filo rosso che unisce settori apparentemente distanti come l’archeologia, l’ambiente, la medicina, il mondo giuridico, la filosofia e l’architettura è la precisa volontà di ripensare i processi innovativi e rigenerativi e di porli alla base di una nuova metodologia d’approccio per la risoluzione delle problematiche ambientali globali.