Ambra: da Salerno la energy storage farm che rivoluziona la rete elettrica

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di Paola Ciaramella

Un network aperto che aggrega i proprietari di sistemi di accumulo di piccola taglia, principalmente batterie e veicoli elettrici, all’interno di una energy storage farm decentralizzata e distribuita, per operare sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento e guadagnare dalla propria capacità di stabilizzare la rete di trasmissione elettrica. Si chiama Ambra ed è stato sviluppato da Rethink – Sustainable Solutions Srls, società di ingegneria e consulenza tecnica di Salerno che mette in campo soluzioni innovative in campo energetico e ambientale – con l’integrazione dei nuovi canali digitali e l’ausilio della finanza agevolata –, per incoraggiare l’abbandono del modello di crescita ‘prendi-produci-consuma e butta’ e favorire il passaggio all’economia circolare. La startup sta portando avanti il progetto con il gestore della rete di trasmissione nazionale, Terna. “La rete di trasmissione dell’elettricità è fortemente instabile – spiega a IlDenaro.it Stefano Esposito, ceo di Rethink –. Si tratta di un problema estremamente costoso: basti pensare che, soltanto nel 2016, in Italia, Terna ha speso circa 2 miliardi di euro per il bilanciamento della rete di trasmissione elettrica sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento”. Oggi la necessità di bilanciamento può essere soddisfatta efficacemente dai sistemi di storage – che si stanno diffondendo a macchia d’olio sia in strada, con le auto elettriche, sia in casa e nelle aziende, a servizio degli impianti fotovoltaici –, grazie alla loro capacità di scaricarsi e caricarsi in maniera molto veloce. “Queste batterie, tuttavia, prese singolarmente non hanno una taglia tale da essere influenti per il bilanciamento della rete”, aggiunge Esposito. L’obiettivo, quindi, è di aggregarle attraverso un dispositivo che si connette localmente al sistema di accumulo (l’Ambra Meter) e ne gestisce da remoto la carica/scarica e ad un sistema software (l’Ambra Core) che gestisce tutti i dispositivi, interfacciandosi con il Mercato dei Servizi di Dispacciamento. In tal modo i proprietari dei veicoli elettrici e delle batterie possono guadagnare dalla propria capacità di stoccare l’energia o scaricarla al momento giusto per la sicurezza della rete, per esempio quando la propria auto elettrica è inutilizzata in garage, operando sull’MSD. Accelerato dall’incubatore certificato Campania NewSteel, il progetto è stato presentato a Napoli durante l’ultima edizione di Innovation Village, ad aprile, ed è stato inserito all’interno del programma Next Energy, promosso da Terna e Cariplo Factory. Rethink sta lavorando, ancora, ad un servizio di noleggio operativo di impianti fotovoltaici e di co-generazione. “È una formula innovativa che permette alle imprese di noleggiare l’impianto anche ad anticipo zero, per abbattere i costi dell’energia. Oggi le aziende hanno la necessità di fare una serie di interventi di efficientamento energetico ma spesso non hanno liquidità, oppure hanno difficoltà ad accedere a prestiti bancari: con il noleggio operativo l’impianto fotovoltaico viene realizzato a spese di un terzo, di un gruppo finanziario, in cambio di un canone periodico. L’azienda ottiene l’autoconsumo dell’energia, ovvero l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico nella propria disponibilità, e lo scambio sul posto, che è una misura di valorizzazione dell’energia prevista dal gestore dei servizi energetici. C’è poi un altro vantaggio – conclude il ceo della startup salernitana –: il canone pagato dall’azienda è una spesa operativa al 100% e quindi interamente deducibile dalle tasse”.