Ambulanti, il popolo dei mercati rionali si ribella: Delivery anche per noi

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In foto uno scorcio del mercato di Fuorigrotta, a Napoli

Nel giorno in cui gastronomie, bar e pizzerie rialzano le saracinesche ripartendo dalle consegne a domicilio, c’è chi – nello stesso settore, quello degli alimentari – resta ai blocchi di partenza: sono i commercianti dei mercatini rionali. Strutture che in una città come Napoli possono contare centinaia di operatori commerciali: Mergellina, Bagnoli, Vomero, Fuorigrotta i più gettonati, costretti ancora a rimanere ai box. “Il chiarimento n.13 all’ordinanza della Regione del 28 marzo – spiega Luigi Russo, titolare di una gastronomia nel mercatino di Mergellina – vieta per motivi sanitari la vendita al dettaglio di generi alimentari ai negozi sprovvisti di servizi igienici autonomi all’interno delle aree mercatali. Una prescrizione che di fatto ci impedisce qualunque attività perché in strutture comunali come i mercatini rionali nessuno ha il bagno autonomo visto che i bagni ci sono ma sono quelli messi a disposizione dal Comune”. Di qui l’appello: “Sulla data della riapertura dei mercati al chiuso non c’è alcuna certezza. Per questo sarebbe importante almeno consentirci di ripartire dalle consegne a domicilio, da effettuare nel rispetto delle norme, considerato che in quanto negozi al dettaglio siamo abituati a garantire consegne anche di poca entità a differenza dei supermercati dove si parte da una spesa minima”. Dopo quasi due mesi di stop la crisi si fa sentire: “Abbiamo dovuto gettare la merce che avevamo, qualcuno si è rivolto alle banche per un prestito, e la Cig non è arrivata per nessuno. Capiamo le preoccupazioni sugli assembramenti, ma impedirci la consegna a domicilio, in attesa di una riapertura a tutti gli effetti, significa mettere in ginocchio tutto il sistema dei mercatini rionali”.