AmCham, GE Vernova annuncia nuovi investimenti nel Belpaese: Fiducia nell’energia italiana

185

Al Gioia 22, sede di Intesa Sanpaolo a Milano, si è tenuto l’incontro “L’energia come infrastruttura strategica”, promosso da AmCham Italy nell’ambito deò ciclo Walk the Talk: ottimismo, alla presenza di istituzioni e imprese italiane e statunitensi. Keynote speaker è stato Roger Martella, chief corporate & sustainability officer di GE Vernova, gruppo industriale globale attivo nelle tecnologie per la produzione e gestione dell’energia, che al termine di un tour tra Europa e Stati Uniti ha definito l’Italia “il punto più alto” del suo viaggio.

Secondo Martella, “mentre altri Paesi sono passati a un’economia più basata sui servizi, allontanandosene, l’Italia è rimasta resiliente. Il mondo ha bisogno di una mentalità industriale, di una forza lavoro industriale, di infrastrutture industriali — e l’Italia non ha mai smesso di crederci”. Dietro le parole, i numeri di un’azienda che produce un quarto dell’elettricità mondiale: GE Vernova opera in 100 mercati e copre il 25% dell’elettricità globale, ma è sull’Italia che il gruppo sceglie di scommettere con cifre precise. Circa 25.000 dipendenti in Europa in 60 stabilimenti – più personale qui che negli Stati Uniti, sottolinea Martella – mentre in Italia il gruppo è presente da cento anni, producendo apparecchiature critiche per la rete elettrica. Da qui l’annuncio che dà concretezza alle parole: “Qui in Italia abbiamo annunciato un investimento di 30 milioni di dollari lo scorso marzo in una delle nostre fabbriche, e a breve arriveranno nuovi annunci. Ci sarà una ricaduta importante sulla crescita occupazionale in Italia”.

La prova più concreta arriva da un cantiere in Ontario. A Darlington, in Canada, GE Vernova sta costruendo il primo piccolo reattore modulare del mondo occidentale: circa 500 persone al lavoro, commercializzazione dal 2029 e piena operatività dal 2030. Ma il pezzo più delicato dell’impianto – le fucinature per il recipiente in pressione del reattore – arriva dall’Italia. Un passaggio che vale più di molte statistiche e che colloca la filiera italiana al centro della prossima generazione di tecnologie nucleari.

Gli indirizzi di saluto sono stati affidati a Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy, a Daniel Cederberg, console per gli affari politici ed economici del Consolato Generale Usa a Milano, e a Stefania Crotta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Crolla ha messo a confronto i due modelli energetici dell’Atlantico: gli Stati Uniti puntano su investimento e scalabilità per idrogeno, Ccs e infrastrutture low-carbon, mentre “in Italia, dentro la cornice europea, la competitività passa invece da regolazione, reti, semplificazione autorizzativa e integrazione tra transizione e sicurezza del sistema”. Nel 2024, ha ricordato, circa un quarto dell’import italiano di gas è arrivato in forma di Lng, con gli Usa primo fornitore (35%, oltre 5 miliardi di metri cubi), citando anche gli investimenti nei data center italiani di Microsoft (4,3 miliardi) e Aws (1,2 miliardi in cinque anni) a prova di un’interdipendenza che “non è a senso unico”.

Della complessità normativa e tecnologica del settore ha parlato Diego Levati, global accounts manager di UL Solutions, nella tavola rotonda moderata dalla giornalista di Class Cnbc Annalisa Lospinuso. Per Levati, tra codici di rete in evoluzione, tecnologie emergenti da integrare e aspettative crescenti su sostenibilità e resilienza, un partner indipendente serve a prendere decisioni chiare lungo tutto il ciclo di vita dell’energia e dell’investimento. UL Solutions conta oltre 200 progetti rinnovabili e quasi 10 GW installati.

A chiudere il cerchio digitale, Sherif Rizkalla, ceo di Vaultica Data Centers, ha descritto la fase attuale come “una corsa agli armamenti” sulle infrastrutture digitali, in cui il vero vantaggio competitivo europeo resta il proprio mercato, “il terzo mercato mondiale” per tessuto industriale. Tre le sfide indicate: normativa più rapida, nuovi talenti tecnici e accesso a energia a costi competitivi, oggi anche doppi rispetto al Nord Europa. Rizkalla ha anche sfatato il mito del litro d’acqua per ogni domanda a ChatGPT, ricordando il raffreddamento a circuito chiuso di Vaultica e un Pue non superiore a 1,3, citando Siziano (Lombardia), dove ha realizzato il suo sesto data center.

L’incontro, con la partecipazione anche di Alice Iaia (Bcg), Luca Matrone (Intesa Sanpaolo) e Lorenzo Mottura (Edison), si è chiuso con l’intervento di Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia. Resta, a fine giornata, l’immagine di un’Italia che – tra fucinature difficili da replicare altrove e una manifattura che non ha mai smesso di crederci – si conferma piattaforma strategica per la competitività energetica europea.