Fare di Milano la casa della governance etica globale dell’intelligenza artificiale. E’ la proposta lanciata il 27 luglio dall’American Chamber of Commerce in Italy nella sede di via Cesare Cantù 1, durante la presentazione del Policy Paper “Milano e il futuro della governance globale dell’intelligenza artificiale”. AmCham ha indicato perché la città può ospitare una futura agenzia o piattaforma a mandato Onu e come trasformare l’idea in un progetto-Paese. L’iniziativa arriva mentre l’Onu attraverso iniziative come l’High-Level Advisory Body on Artificial Intelligence, ha trasformato il confronto sull’AI in un’architettura stabile di dialogo politico, valutazione scientifica e cooperazione multilaterale. Milano vanta cinque punti di forza:
- economia,
- talento,
- istituzioni,
- cultura umanistica,
- vocazione transatlantica.
L’obiettivo non è assegnare oggi una forma al futuro organismo, ma preparare la città per quando il processo internazionale entrerà nella fase decisionale. Per Stefano Lucchini, Chairman di AmCham Italy, la candidatura è un gesto concreto di amicizia transatlantica: “Ospitare in Italia la governance di una tecnologia sviluppata in larghissima parte negli Stati Uniti sarebbe la prova di un’alleanza viva, capace di unire la forza dell’innovazione americana e la nostra idea di sviluppo tecnologico centrato sulla persona. AmCham sceglie ancora una volta di leggere il cambiamento in anticipo e provare a orientarlo”.





































