America sotto choc, dopo 50 anni la Corte Suprema abolisce il diritto all’aborto.

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Con un colpo di coda in perfetto stile Trump, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato la storica sentenza Roe contro Wade, che stabililiva fin dal 1973 il diritto costituzionale all’aborto negli Stati Uniti sin dal 1973. Si tratta di un “terremoto costituzionale” che avrà conseguenze sugli anni a venire ed è destinato a provocare roventi polemiche e soprattutto a spaccare ulteriormente l’America, provocando rivolte e proteste da parte delle donne. La controversa, ma attesa sentenza conferisce ai singoli stati il potere di stabilire le proprie leggi sull’aborto senza preoccuparsi di entrare in conflitto con la sentenza, che per quasi mezzo secolo aveva consentito l’aborto entro 24 settimane di gravidanza.
Quasi la metà degli stati potrebbe mettere al bando o limitare severamente l’aborto a seguito della decisione della Corte Suprema. Altri stati prevedono di mantenere regole più liberali nel regolare l’interruzione delle gravidanze. “La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto e l’autorità di regolamentare l’aborto viene restituita al popolo e ai suoi rappresentanti eletti”, si legge nel parere reso pubblico e scritto dal giudice Samuel Alito. In maggio una fuga di notizie sull’orientamento favorevole della Corte al ribaltamento della sentenza aveva suscitato shock in tutto il paese e galvanizzato attivisti su entrambi i lati del dibattito. I tre giudici liberal – Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan – hanno votato contro: “Con dispiacere – per questa Corte, ma soprattutto per i molti milioni di donne americane che oggi hanno perso una fondamentale protezione costituzionale – dissentiamo”.