Amministrative, a Salerno stop all’attrice hard Tina Ciaco. Udc: Non siamo bigotti

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in foto Priscilla Salerno

“Non possiamo tollerare, anche perché non è vero, che il nostro partito venga pubblicamente accusato di essere bigotto”. È Mario Polichetti, coordinatore provinciale dell’Udc e vice coordinatore regionale, a tornare sul caso sollevato dall’attrice hard Tina Ciaco, in arte Priscilla Salerno. L’artista, originaria di Salerno, vorrebbe candidarsi alle prossime elezioni amministrative nella sua città. Una proposta supportata anche dal Nuovo Psi che aveva annunciato il suo inserimento nella lista di coalizione con Forza Italia e Udc. Ma l’iniziativa non ha trovato d’accordo gli alleati che hanno posto un veto sulla candidatura. “L’Udc – spiega Polichetti – ha da sempre dato dimostrazione di apertura, capacità di ascolto e di accoglienza nei confronti di tutti, nessuno escluso e, francamente essere tirati in ballo da chi confonde l’arte della politica con l’avanspettacolo non ci sta affatto bene”. L’attrice, dal canto suo, ha denunciato di essere stata discriminata ed ha chiesto l’intervento di Silvio Berlusconi e Mara Carfagna affinché possa venir meno il veto posto dalle forze del centrodestra. “Ribadiamo di non aver avuto mai, fino ad oggi, alcun contatto con la signora Ciaco, stimata professionista del suo settore. Se lo avessimo avuto, certamente non avremmo negato il confronto. Siamo – aggiunge Polichetti – un partito nazionale che ha regole ben precise per quanto attiene l’impegno politico e civile e crediamo che nessun partito politico, forse solo qualche lista civica, candiderebbe una persona senza aver condiviso almeno un breve tratto di strada per un confronto ed un approfondimento sulle tematiche che costituiscono i leitmotiv della sua storia e dei suoi programmi futuri. Rinnoviamo la stima – conclude Polichetti – nei confronti della professionista e siamo disponibili “mutatis mutandis” all’ascolto ed al confronto costruttivo su argomenti di interesse collettivo e che abbiano come fine ultimo il bene comune”.