Amministrative, anche i cattolici in campo

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Papa Francesco riceverà in udienza il Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) sabato 16 gennaio 2016. La notizia è stata resa nota dal presidente Carlo Costalli in apertura di un seminario nazionale di studi a Senigallia. Il Movimento Cristiano Lavoratori è una associazione a carattere sociale, di solidarietà e volontariato senza alcuna finalità di lucro ed intende promuovere l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti, nella legislazione. Presidente Costalli, cosa significa questo appuntamento per il Movimento? L’udienza che ci ha concesso il Santo Padre è sicuramente il riconoscimento del lavoro fatto negli ultimi anni. Ricordo che l’organizzazione fu già ricevuta nel 2012 da Benedetto XVI, prima della sua rinuncia al Pontificato. Il fatto che a distanza di tre anni avvenga la stessa cosa con Papa Francesco ci riempie d’orgoglio, anche perché si tratta di una udienza speciale, non legata cioè ad una ricorrenza come di solito succede. Cosa vi attendete? Ci aspettiamo delle indicazioni sul lavoro futuro in merito ai temi che maggiormente interessano il nostro momento, il lavoro, la situazione economica, la povertà, il nostro impegno nella società e la presenza dei cattolici nel pubblico. Ci aspettiamo, perché no, anche alcuni richiami rispetto ai ritardi che il Movimento può aver avuto. Sappiamo che si tratta di un momento particolare per la nostra società in cui è richiesto l’impegno da parte di tutti. Ecco perché è importante il colloquio col Santo Padre che è punto di riferimento per i cattolici e non solo. E’ evidente che il momento sia “particolare”, come dice lei, anche a causa dei recenti attentati di matrice islamica e di un Giubileo che porterà a Roma tantissimi pellegrini. Cosa ne pensa? Beh, intanto, ho condiviso in pieno la decisione del Santo Padre di non sospendere il Giubileo come qualche considerazione ideologica faceva trapelare. Il mondo, e l’Italia in particolare, ha bisogno di avere proprio in questo momento un Giubileo della Misericordia. Per questo ritengo che decidere di portarlo avanti sia stata una scelta coraggiosa di un papa coraggioso. Quanto al problema degli attacchi terroristici… Dica. Penso che sia giusto difenderci ma è non scatenando una guerra contro tutto il mondo islamico che si risolvono i problemi del terrorismo in Francia, in Germania o, speriamo mai, in Italia. Ci vuole lavoro di intelligence – non c’è dubbio – ma ci vuole anche e soprattutto una grande attenzione nei confronti di queste aree del mondo. Si spieghi meglio? Il terrorismo è spesso una risposta sbagliata ad alcuni interventi che sono stati fatti. La Libia e la Siria di oggi sono gli esempi più eclatanti degli errori commessi dalle grandi potenze occidentali che iniziano un lavoro senza una progetto di prospettiva e spesso lo lasciano a metà. Ciò non toglie che dobbiamo essere anche duri e quando necessario colpire. Si ritrova dunque in linea con quanto detto dal Premier Renzi? Non voglio entrare nella polemica sull’interventismo americano o quello russo che viene giudicato sbagliato in Ucraina ma buono in Siria. Mi limito a dire che l’Europa troppo spesso dà la sensazione di non essere unita. Al netto degli interventi dei singoli stati, quello che manca veramente è una politica estera europea. Quanto alla posizione Italia, la condivido in pieno. Vorrei solo un po’ più di attenzione di Bruxelles nei confronti del nostro Paese. Quando questa manca, a volte, è colpa di chi rappresenta, troppo distratto dalle vicende interne. A proposito di vicende interne, sono alle porte le amministrative. Come vi regolerete? A queste abbiamo sempre dato e daremo anche stavolta molto attenzione, convinti che le amministrazioni locali siano il primo e più importante baluardo per i cittadini. In primavera per questo terremo a Roma un’assemblea nazionale a cui saranno chiamati a partecipare tutti i 300 consiglieri comunali vicini al nostro Movimento. L’appuntamento, che si svolgerà l’11 e 12 marzo, sarà l’occasione per confrontarci con i nostri rappresentanti nelle istituzioni sui temi che maggiormente interessano i diversi territori. Il prossimo turno di Amministrative, tra l’altro, sarà molto importante perché coinvolgerà quattro grandi città, Napoli, Roma, Torino, Milano, dove il voto avrà anche una forte valenza politica. Il Movimento sarà presente all’appuntamento con il proprio simbolo o i propri rappresentanti? E’ presto per dire questo. E’ chiaro che dove già abbiamo nostri rappresentanti è più facile avviare discorsi del genere. In ogni caso anche una eventuale assenza del simbolo non escluderebbe un nostro interesse nei confronti di persone o programmi. Basta con i cattolici genuflessi e silenti. Dobbiamo essere in grado di riappropriarci delle nostre scelte. Per questo una task force interna al Movimento, già costituita, dal 18 gennaio inizierà a discutere di questo importante appuntamento. A Napoli si preannuncia grande bagarre. Ho già avuto modo di esprimere un mio augurio: quello di non vedere un ballottaggio tra Da Magistris e i grillini. Sarebbe una sciagura. Quasi sicuramente ci sarà in corsa anche Bassolino, il quale ha prima però davanti a sé le primarie Pd. Non entro nel merito delle primarie di un partito di cui non sono stato mai un elettore. All’improvvisazione però preferisco senz’altro l’usato sicuro. Sono molto curioso di vedere come la storia andrà a finire anche perché la vicenda napoletana avrà sicuramente un valore politico più ampio rispetto a quello territoriale. Insomma, se vince Bassolino perde il partito della rottamazione? Sono toscano, di Firenze, e sento parlare di queste cose da tempo. Devo dire che almeno nel Sud la rottamazione non è andata proprio bene, visti i vari Emiliano, De Luca, Crocetta… Ha citato il presidente della Regione Campania. Concludiamo con lui: cosa ne pensa? Che è stato abilissimo in campagna elettorale a differenza del presidente uscente che invece ha fatto errori clamorosi. De Luca ha compiuto operazioni spregiudicate, come quelle nel casertano o in provincia di Salerno dove ha avuto un ottimo successo. Si è guadagnato le preferenze di una parte del mondo cattolico e alla fine ha vinto. Dico questo precisando che i nostri amici campani non lo hanno sostenuto. Oggi però mi auguro che De Luca amministri bene perché ne vale il futuro della regione. Vedremo poi come finiranno le sue vicende giudiziarie. In caso negativo, sarebbe un problema per tutta la Campania. •