Amministratori locali minacciati, il record nella provincia di Napoli

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in foto Francesco Emilio Borrelli

Con 41 casi censiti, quella di Napoli è la prima provincia in Italia per numero di intimidazioni rivolte ad amministratori pubblici. È quanto emerge dal nono report di Avviso Pubblico presentato oggi.Napoli ha raggiunto questo primato costantemente negli ultimi cinque anni, fatta eccezione per il 2016. Sono 15 i Comuni della provincia colpiti nel 2019. A Napoli si segnalano, in continuità con il 2018, gli atti intimidatori e le aggressioni rivolte al consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Sempre in città, le aggressioni subite da agenti della polizia locale e l’incendio della moto di un ingegnere, dirigente dell’area Cimiteri del Comune. Ripetuti atti intimidatori hanno visto finire nel mirino gli amministratori e il personale del Comune di Bacoli nei mesi di luglio e agosto. È stata dapprima recapitata una busta con proiettili al funzionario a capo dell’ufficio commercio e demanio del Comune. Successivamente il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha ricevuto numerose telefonate minatorie, da un anonimo che ripeteva la stessa frase: “Farai la stessa fine di Don Peppe Diana”. Dopo un corteo organizzato per esprimere solidarietà all’amministrazione, il consigliere comunale Alessandro Parisi ha ritrovato una molotov fuori dalla propria abitazione. A San Giorgio a Cremano sono andati a fuoco prima lo scooter del sindaco Giorgio Zinno, poi le auto del consigliere Ciro Russo. Nel 2018 il primo cittadino aveva ricevuto una lettera minatoria. Ad Ercolano il sindaco Ciro Buonajuto ha denunciato ai carabinieri di aver ricevuto due lettere anonime di minaccia al suo studio legale, oltre a telefonate minatorie giunte alla segreteria del Comune. A Cicciano incendiata nella notte l’auto dell’assessore Maria De Riggi. A Sant’Antimo, dopo le intimidazioni già registrate nel 2018, una lettera minatoria è stata spedita ad un consigliere comunale di maggioranza. Il Consiglio comunale di Sant’Antimo è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel marzo 2020.