Ance Benevento, all’assemblea pubblica l’appello per sbloccare nuovi investimenti

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In foto l'assemblea in modalità online

Assemblea di Ance Benevento in modalità on line. In collegamento, oltre alla base associativa e al presidente di Ance Benevento Mario Ferraro, il presidente nazionale Gabriele Buia, l’assessore della Regione Campania all’Urbanistica Bruno Discepolo, il presidente Ance Campania Gennaro Vitale ed il presidente di Confindustria Benevento Filippo Liverini. All’ordine del giorno gli adempimenti statutari, quali l’approvazione del Bilancio, le modifiche regolamentarie ed il rinnovo dei Probiviri e dei Revisori e subito dopo un focus sulle  tematiche di interesse  per il comparto edile e per l’intero tessuto economico, quali l’impatto delle principali opere infrastrutturali sul territorio, la  certezza di  procedure amministrative  anche con l’attivazione dello smart working e la proroga del superbonus 110%. Ma soprattutto importanti segnali dal sistema nazionale che prosegue incessante l’azione nei confronti del Governo per portare a casa risultati necessari alle imprese edili ed all’intero indotto economico al fine di superare la situazione congiunturale che sta riguardando il Paese.
“Siamo molto soddisfatti per la presenza dell’intera filiera istituzionale all’Assemblea di Ance Benevento -dichiara Ferraro – il sistema nazionale, regionale e provinciale sono stati coesi  per un confronto diretto con le imprese edili iscritte ad Ance Benevento. Importanti i segnali emersi per guardare alla rì-partenza non solo del settore, ma di tutto il Paese.
Confronto sulla revisione del sistema normativo che per come strutturato rischia di soffocare le imprese. Basti pensare al Codice degli appalti: ancora incompleto dopo 4 anni e continuamente derogato, ed ai contratti di programma Rfi e Anas che impiegano dai 2 ai 3 anni per compiere 11 passaggi approvativi. La strada per uscire dall’impasse è quella di ridurre i centri decisionali.
Stiamo lavorando in maniera sinergica affinché le risorse del Recovery Fund finanzino la  ri-nascita di infrastrutture, città e territori in chiave di sviluppo sostenibile.
Sotto i riflettori il mancato utilizzo delle risorse destinate alla prevenzione del rischio idrogeologico.  Dopo 10 anni sono stati spesi solo 1,5 dei circa 6 miliardi di euro stanziati.
Per non parlare delle scuole, altra emergenza nazionale del tutto trascurata.
Oggi non si investe più perché mancano i progetti! Per questo come ha sottolineato il presidente Buia, abbiamo  chiesto di rendere subito disponibili 2,8 miliardi per la progettazione previsti dalle ultime leggi di bilancio e di fatto ancora inutilizzati.
Investire nella progettazione è fondamentale se vogliamo poter contare su opere infrastrutturali adeguate e in linea con le esigenze attuali della società.
Scorrendo l’elenco di tutte le grandi opere realizzabili inserite nel programma Italia Veloce, scopriamo che l’86% fa parte della Legge obiettivo del 2001. Più o meno 20 anni fa!!!
La pesante crisi economica e finanziaria ha cambiato in modo radicale fisionomia al mercato e alla struttura delle nostre imprese. E’ inutile pensare a un futuro avveniristico se ancora le città sono regolate dalle norme del ’42 e del ’68 concepite per rispondere ai fabbisogni di un’altra epoca storica. Bisogna dare vita a “una grande ondata di rinnovamento urbano” coinvolgendo tutte le migliori professionalità anche culturali e artistiche.
Un segnale positivo per fortuna c’è anche per le città.
La misura del Superbonus110% inserita nel dl rilancio per  favorire  la messa in sicurezza e la riqualificazione energetica degli edifici è l’unico strumento di rilancio dell’economia messo in campo finora, in grado di produrre investimenti per 6 miliardi di euro, con un effetto complessivo di 21 miliardi sull’economia”.