Ance Napoli boccia il decreto Caro materiali: Tempi troppo lunghi per gli indennizzi

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in foto Antonio Savarese

“Gravi criticità nelle misure introdotte dal Governo in relazione al Decreto Caro Materiali”: a denunciarle è l’Ance Napoli che in una nota rileva come “i rincari rilevati dal decreto risultano di gran lunga inferiori, talvolta anche di cinque o sei volte, rispetto a quelli reali e rilevati dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili”. “Se l’intento del Governo era quello di sostenere le imprese in difficoltà – sottolinea Antonio Savarese, vice presidente Ance Napoli con delega alle Opere Pubbliche – non si è raggiunto l’obiettivo anche perché le imprese verrebbero indennizzate ad una distanza di tempo eccessiva rispetto all’epoca in cui hanno subìto i rincari e, dunque, il danno economico”. “Sono censurabili – prosegue Savarese – sia le modalità di rilevazione operate dai tre enti consultati dal Ministero (Provveditorati, Unioncamere e Istat), sia la metodologia utilizzata dalla Commissione ministeriale che, operando una media tra dati profondamente disomogenei, distorce i risultati finali conducendo ad una fotografia del mercato assolutamente distante dal reale andamento dei prezzi corrisposti dalle imprese”. “Il provvedimento – sottolinea il vice presidente dell’Ance Napoli – trascura i rincari di numerosi materiali di uso comune nelle costruzioni. E, come se non bastasse, i singoli materiali spesso non sono presenti in contabilità come tali, ma sono inseriti all’interno di lavorazioni più complesse, il che rende molto difficile riconoscere le compensazioni. Inoltre, la rilevazione semestrale, adottata a monte dal Governo, rischia di non fare emergere rincari che pure si verificano. Sarebbe stato, dunque, necessario procedere con una rilevazione su base trimestrale, più aderente alla realtà”. “Infine – afferma Savarese – vi è il tema fondamentale delle risorse. L’assegnazione di soli 100 milioni di euro al fondo appositamente costituito, vista l’entità dei rincari, non è sicuramente sufficiente a fare fronte al fenomeno e rischia di creare forti disparità di trattamento lasciando fuori molte imprese che pure avrebbero diritto all’indennizzo”.