Anche questo sarà il nostro tempo

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Le statistiche dicono della “ripresina” dell’Italia e degli Italiani. Almeno a guardare il numero di coloro che sono andati in vacanza, magari solo per pochi giorni. I cosiddetti “consumi interni” sono in aumento. Non sappiamo di quanto, invece, sia migliorata la “qualità” complessiva di una vita, anche in vacanza, sempre più frenetica, frettolosa, inquieta. Vedi la gente, ormai anche quella anziana, “avvolta” nei social: tutti a fotografare, a mostrare le fotografie, ad ascoltare voci lontane, a comunicare senza la gioia di una voce, di cui cogliere le emozioni. Troppi comunicano senza parlare, troppi sono coinvolti in gruppi di Whatsapp. Troppi non intendono sottoporsi alla mediazione della ragione e della riflessione. Tutto di istinto, con buona pace di valori e di sentimenti. Sarò anche pessimista ma ho difficoltà a riconoscermi in questo tempo, anche se alcuni segnali lasciano spazio alla speranza: la gioia di quelli che ho definito “crociati dell’Ambiente”, la mattina di Ferragosto nei boschi della Falanga, mi dice che c’è ancora gente che gode di certe atmosfere. E reagisce contro i barbari incendiari che hanno funestato l’estate con il loro messaggio di morte. Mi viene da dire “ non prevalebunt”, se sapremo isolarli nella loro solitaria carica di violenza oscura. Per il resto, l’animo è triste per questi lutti dolorosi che hanno segnato queste giornate. Senza parole e senza commento. Solo rispetto per tanto dolore, con la speranza che la Fede dia una Ragione alla vita di quei genitori così drammaticamente colpiti.
Mancava il terrorismo: è tornato. La verità: non era mai andato via. Avevamo voluto esorcizzarlo, dimenticandolo. E’ tornato in uno dei luoghi simbolo dell’amicizia tra i popoli, fra i giovani di ogni nazionalità. La città dell’Erasmus, Barcellona, emblema della modernità a dimensione umana. E la paura si è impossessata di nuovo di questo mondo, senza governo e senza…bussola. Anche questo sarà il nostro tempo.

2. Papa Francesco ha fatto della battaglia contro la pedofilia nella Chiesa uno dei simboli concreti del suo Pontificato. In un suo scritto pubblicato sul Corriere della Sera di giovedì 17 agosto, dopo aver ribadito la sua condanna ed espresso il suo orrore per quello che lui chiama “sacrificio diabolico” ad opera dei preti pedofili, chiede ancora una volta perdono a nome della Chiesa alle vittime ed alle loro famiglie. E poi ringrazia esplicitamente una di queste vittime, Daniel Pittet, che dopo quarantaquattro anni ha voluto rintracciare il prete suo aguzzino, ha voluto guardarlo negli occhi, stringergli la mano e perdonarlo. “ Io lo ho perdonato” ha scritto Daniel “ ed ho ricostruito la mia vita sulle fondamenta di quel perdono”. Una grande lezione, aggiungo io, per tanti di noi che vivono nel rancore per i torti, o presunti tali, che ritengono di aver subito senza saper praticare il sentimento del perdono e della umana misericordia.

3. Questa estate senza pioggia e con tanta calura, comunque, ci ha portato dei fichi buonissimi ed ora ci anticipa la vendemmia. Mio figlio Gino, l’enologo delle Cantine di Pietratorcia, mi ha detto che la nostra vendemmia comincia già martedì 22 agosto. Non essendo un esperto, non so che vino sarà, quali conseguenze avrà sulla qualità questa grande siccità, ma solo pensare alla vendemmia mi dà gioia e crea un’aria di festa da condividere. E segna che un altro anno è passato mentre mi riporta alle mille vendemmie condivise con i nonni e con i miei genitori. Mi auguro di riuscire a trasmettere, insieme ai nostri figli, questo valore antico, che è valore di Civiltà. Non solo contadina.