Anco, ad Assisi una convention per i 35 anni di attività

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Assisi, 23 set. – (AdnKronos) – Si è chiusa oggi la Convention con cui l’Anco (Associazione Nazionale Concessionari Consorzi) ha festeggiato i suoi 35 anni, un evento organizzato in collaborazione con Conou (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e trattamenti degli Oli Minerali usati), Cobat (Consorzio Nazionale raccolta e riciclo Batterie) e Conoe (Consorzio con la funzione di organizzare, controllare e di monitorare la filiera degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti).

La manifestazione – dal titolo “La continuità… insieme” – si è snodata nell’arco di due giorni e si è chiusa con un convegno aperto dal presidente di Anco Franco Venanzi e moderato da Paolo Pipere, direttore scientifico “area rifiuti” di TuttoAmbiente SpA e Segretario nazionale AssIEA (Associazione Italiana Esperti Ambientali) . Al dibattito hanno partecipato Giorgio Cammarota (presidente Conoe), Tommaso Campanile (vice presidente del COBAT), Maurizio Donnabella (Ad di RAMOIL S.p.A.), Antonio Lazzarinetti (Ad di Viscolube), Giancarlo Morandi (presidente del COBAT), Camillo Ricci (Amministratore Delegato Epr Comunicazione) e Paolo Tomasi (presidente del CONOU).

Uno degli interventi più lunghi, appassionati e coinvolgenti, è stato svolto proprio da Paolo Tomasi. Quale futuro per l’associazione e per tutti in un mondo che è in continua evoluzione? Come riuscire a pensare ad un futuro, in mezzo a crisi, globalizzazione, flussi migratori? Tomasi ha cercato di rasserenare tutti, partendo proprio dall’esempio virtuoso della propria associazione, che detta le linee guida di un paese leader in Europa per quanto riguarda il proprio settore.

In Italia, oltre il 95% degli oli usati raccolti vengono inviati a rigenerazione per la creazione di nuove basi lubrificanti, in perfetta ottica di economia circolare. “Produrre e predisporre la filiera in maniera tale che il rifiuto venga riutilizzato”, ha detto. Un tema che è molto caro a Tomasi ed al suo ente, che aspetta con ansia l’evoluzione del pacchetto riguardante l’Economia circolare, approvato a larga maggioranza dall’Europarlamento a marzo del 2017; il Parlamento stesso dovrà ora negoziare il testo con il Consiglio dei ministri Ue e questa trattativa deciderà il futuro della gestione dei rifiuti e delle imprese europee per i prossimi decenni. “Siamo in attesa – commenta il presidente Tomasi – che si arrivi ad una stretta riguardo a questo. E’ importante che anche le istituzioni si velocizzino e si adeguino ai tempi moderni di un mondo in perenne evoluzione”.

Un mondo le cui evoluzioni non spaventano Tomasi, anzi, che sembrano quasi entusiasmarlo. “Il mio ottimismo – conclude Tomasi – deriva dalla mia positività, ma anche dalla fiducia nella sensibilità dei giovani verso le tematiche del rispetto ambientale. Sono loro il nostro investimento migliore sul futuro”.