Andy Warhol al Pan: fino a luglio in mostra 30 anni di opere del creatore della Pop Art

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di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Dal 16 aprile sino a fine luglio al Museo Pan viene presentata una vasta esposizione delle opere di Andy Warhol, visitate volentieri anche da molti giovani che vi accedono in gruppi guardando con interesse le numerose opere create con mezzi elementari, ma con orgoglio, dall’artista che si definisce creatore di un’arte povera amata da tutti coloro che aderirono alla Pop Art. Andy Warhol nasce a Pittsburgh nel 1928 dove si laurea nel 1949 e nello stesso anno si trasferisce a New York dove comincia a farsi conoscere per la sua sensibilità artistica; siamo agli inizi degli anni Cinquanta e la mostra napoletana, con un vasto numero di opere, che evidenziano anche l’uso della fotografia come arte, ricostruisce l’atmosfera di quegli anni, fino agli anni Ottanta. In mostra si racconta esplicitamente la vita di questo artista che dagli anni cinquanta si avvicinò alla pittura divenendone un protagonista indiscusso negli anni Sessanta a New York, dove aveva incominciato collaborando con la rivista di moda ”Glamour” svolgendo il compito di disegnatore pubblicitario. Le sue prime icone pop furono La Campbell’ Soup, i Flowers e i volti più famosi del cinema come, Marilyn Monroe e Liz Taylor e i rappresentanti più noti della musica leggera. Gli studi preparatori, furono da lui eseguiti, ben diversamente dagli antichi pittori, con la macchina fotografica che ritraeva anche gli strumenti musicali utilizzati, autografati, per esempio le chitarre dei Rolling Stones. Warhol riprese e mostrò anche i ritratti fotografici dei più noti stilisti del momento, come Giorgio Armani e Gianni Versace, utilizzando anche le loro particolari stoffe, dalle magliette ai jeans, non tralasciando di utilizzare la carta. Furono anni in cui la fotografia da strumento divenne arte in America, in Inghilterra e anche in Italia dove tutto cambiava. A Milano Fiorucci, noto stilista, da quando ebbe rapporti con Leo Castelli, che accoglieva tutti gli artisti Pop, trasformò il suo studio di moda in una Silver Factory, come quella di New York, un mondo dove si riunivano gli amanti della New York Underground, capovolgendo la moda con le T Shirts e poi le minigonne che ebbero ben presto successo in tutta Italia, affermando anche così la libertà delle donne. Nelle sue pubblicità e nei suoi opuscoli potette realizzare “le cento copertine più note della storia” firmate da Warhol, appunto il re della Pop-art, che fu capace di dirigere anche numerosi film. Allora ogni oggetto che Warhol, firmava: lattine di zuppa, banane, banconote, fotografie, poster, “jeans incernierati”, magliette, diventava arte; tutto oggi in mostra al Pan. Si realizzò così il suo sogno: era diventato, negli anni settanta il primo Business artist, amato e gradito da tutti che facevano lunghe file per accostarglisi. E fu anche a Napoli dove si trattenne a lungo, benvoluto e ammirato, realizzando dipinti su carta, ma anche su note tele, oggi in mostra, rappresentanti l’eruzione del Vesuvio del 1980 di cui una tela conserva, nel bordo della cornice in legno, alcuni resti delle ceneri eruttate. Una mostra estremamente ricca di reperti di un’arte che coinvolse la vita degli anni dal sessanta all’ottanta. L’artista morì nel 1987 lasciandoci nel momento più interessante della sua vita artistica.