Anicav, patto di filiera per il rilancio del pomodoro

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Il settore del pomodoro da industria in Italia e’ tra le eccellenze dell’agroalimentare e del made in Italy sui mercati esteri. Ma a fronte di una sostanziale stagnazione dei consumi necessita di una collaborazione piu’ forte tra agricoltori e industria per poter competere con i principali player mondiali. Il messaggio e’ arrivato oggi da Napoli all’assemblea annuale dell’Anicav, l’associazione nazionale delle imprese conserviere, alla quale e’ intervenuto anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Il sistema del pomodoro vede interessata una superficie agricola di circa 72mila ettari, che quest’anno hanno portato alla consegna alle aziende di trasformazione di 5,1 milioni di tonnellate di materia prima. Il giro d’affari del settore supera i 3,2 miliardi, con una quota d’export di circa il 60 per cento. Ma dopo cinque anni di crescita, le vendite all’estero di derivati di pomodoro nel primo semestre 2016 sono diminuite in valore del 5% rispetto allo stesso periodo 2015.
Il calo in valore delle esportazioni di prodotti derivati del pomodoro nel primo semestre di quest’anno e’ da attribuire ai prezzi piu’ bassi che le aziende conserviere hanno dovuto praticare per sostenere la concorrenza di altri paesi. L’Italia e’ secondo produttore mondiale, dopo gli Usa, ma deve fare i conti con il pressing crescente sui mercati mondiali di Spagna, Cina, Turchia e Iran. “Il settore delle conserve di pomodoro – spiega il presidente dell’Anicav, Antonio Ferraioli – rappresenta una delle eccellenze dell’industria alimentare italiana e riveste un ruolo trainante per l’economia nazionale e di quella del Mezzogiorno in particolare, dove si concentra il maggior numero delle aziende di trasformazione e delle aziende agricole che producono pomodoro. Ma per garantire lo sviluppo del nostro settore abbiamo bisogno di una filiera aperta, non a compartimenti stagni, caratterizzata da cooperazione tra i suoi attori che concorrono insieme ad accrescere la competitivita’ del sistema. Il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti della filiera sono necessari, nella comune consapevolezza che le sfide che saremo chiamati ad affrontare nel prossimo futuro richiedono un’azione coordinata e forte”.