Anicav, pomodoro: al via la campagna di trasformazione 2018

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Le Organizzazioni Sindacali regionali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil con l’Anicav, l’Associazione nazionale delle industrie conserviere, nel solco di una tradizione ben consolidata, in occasione dell’avvio della campagna di trasformazione del pomodoro da industria, hanno organizzato una visita all’azienda cav. uff. Pietro Grimaldi Srl di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, scelta in rappresentanza di tutte le imprese operanti sul territorio regionale, alla presenza dell’avv. Franco Alfieri, consigliere incaricato del Presidente della Regione Campania per Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca, e del vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno, Mons. Giuseppe Giudice.
“Queste iniziative testimoniano il buon sistema di relazioni che nel corso degli anni l’Anicav è riuscita a costruire con i sindacati e con le istituzioni. – aggiunge il direttore generale di Anicav Giovanni De Angelis – Da anni siamo impegnati a promuovere tavoli di dialogo con tutti gli stakeholders per la diffusione nella filiera di una cultura improntata all’etica e alla responsabilità sociale, al fine di migliorare le condizioni dei lavoratori e quelle del fare impresa. Il nostro ringraziamento va a Mons. Giudice e al Consigliere Alfieri per la vicinanza che hanno voluto dimostrare alle nostre aziende e ai nostri lavoratori”.
Importante è l’apporto che il comparto dà all’occupazione regionale. Ogni anno, nel periodo di campagna, che dura in media 60 giorni, nelle sole aziende di trasformazione del pomodoro campane vengono avviati al lavoro circa 12.000 stagionali, a fronte di circa 22.000 impiegati a livello nazionale: la lavorazione del pomodoro pelato, infatti, tipica delle aziende del bacino meridionale, incide molto sul dato occupazionale in quanto necessita di un maggior utilizzo di manodopera altamente specializzata, in particolare nella fase di cernita manuale. Agli stagionali vanno, inoltre, aggiunti i lavoratori fissi e quelli, difficilmente quantificabili, impegnati nell’indotto che genera ricchezza e occupazione per il territorio, arrivando a raddoppiare il volume di affari del settore principale.
“Questa giornata serve a dare il giusto risalto al settore conserviero che rappresenta un comparto rilevante dell’economia italiana sia in termini di fatturato che di produzione e trasformazione. – dichiara Raffaele Tangredi Segretario Generale della Fai Cisl Campania – L’impegno che si richiede a tutti, industria e parti sociali, come ben definito anche nell’Accordo di campagna sottoscritto con Anicav, è quello di lavorare insieme per avviare azioni necessarie a contrastare l’utilizzo del lavoro irregolare nel settore e promuove in tutta la filiera le buone pratiche e il rispetto dei contratti collettivi di lavoro. Riteniamo, pertanto, che il reinserimento dei voucher in agricoltura e nella filiera della trasformazione del pomodoro debba essere contrastato in quanto rischia di incrementare il lavoro nero”.
“Oggi diamo simbolicamente avvio alla campagna di trasformazione del pomodoro in Campania, dove grande è l’impatto che questo settore ha sull’occupazione e sull’economia. – afferma Giuseppe Carotenuto Segretario Generale della Flai Cgil Campania – Nonostante i molti passi avanti fatti, non sempre il lavoro delle nostre maestranze viene valorizzato e svolto nel rispetto dei diritti sindacali ed è per questo che chiediamo un’intensificazione dei controlli al fine di assicurare l’applicazione dei contratti e delle leggi. Un importante contributo all’occupazione è dato in Campania dalla produzione di pomodoro pelato, una delle principali vocazioni del nostro territorio, legata alla sapiente specializzazione di migliaia di donne che da decenni si tramandano i segreti del mestiere. A tal fine auspichiamo un’accelerazione dell’iter per il riconoscimento dell’Igp per il pelato da parte del Mipaaf”.
“Anche quest’anno proponiamo un appuntamento che mette al centro dell’attenzione una grande ricchezza campana. – dichiara Emilio Saggese, Segretario Generale della Uila Uil Campania – Tuttavia è proprio in questi momenti che ci corre l’obbligo di rilevare come molte questioni, da anni sul tappeto, ancora non trovano soluzione. Le nostre aziende hanno sicuramente fatto passi in avanti in termini di condizioni e sicurezza sul luogo di lavoro. Ci sembra, però, opportuno e doveroso, alla luce di tragici numeri, evidenziare come lo sforzo finora fatto non abbia prodotto i risultati sperati. C’è bisogno quindi di festeggiare quando inizia la produzione di un prodotto eccellente che dà lustro alla nostra terra e dà lavoro a tante persone ma anche, ognuno per la parte che gli compete, attivarsi affinché il lavoro sia un buon lavoro e che salvaguardi sempre l’incolumità e la dignità dei lavoratori”.